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Mal di testa: guida al pronto intervento

È un disturbo molto comune che può essere affrontato anche da soli. Scopri cosa fare e quando lo specialista è d’obbligo



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di Ida Macchi

Mal di testa: chi non lo ha provato almeno una volta? È uno dei disturbi più comuni, ma insospettabilmente è anche uno dei dolori che porta più spesso a rivolgersi al pronto soccorso.

Lo dimostra uno studio pilota condotto dall’Osservatorio sul dolore acuto: in Italia la cefalea, insieme alla colica renale e alla lombalgia, è uno dei tre disturbi che solo nell’ultimo anno hanno causato ben 10 milioni di accessi.

Inoltre, secondo uno studio pubblicato sul Journal of Public Health, il 16% delle visite dal medico di famiglia sono richieste a causa di dolorosi cerchi alla testa. Ma come capire la gravità di una cefalea? Qui di seguito trovi una guida che potrà esserti d’aiuto.


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1 OCCASIONALE: PUOI GESTIRLO DA SOLA

Una o due volte al mese, ti capita di avere mal di testa, magari dopo una giornata stressante, se hai passato molto tempo a chattare sui social network, soprattutto nelle ore serali, oppure se hai letto documenti e relazioni senza interruzioni.

«Il tuo dolore è simile a una cappa, una sorta di pressione diffusa soprattutto alla fronte che insorge lentamente e dura per qualche ora, ma non ha un’intensità tale da impedirti le normali attività: si tratta del classico mal di testa tensivo occasionale, legato al fatto che i muscoli del capo e del collo si contraggono, serrandosi come una morsa intorno alla testa», spiega il dottor Carlo Gargiulo, medico di famiglia. «Anche se doloroso, puoi gestirlo tranquillamente da sola».

fai così «Se il tuo attacco di mal di testa dipende dallo stress o da un eccessivo impegno mentale, gioca sulla prevenzione: cammina almeno 30 minuti al giorno. Così produci beta-endorfine, oppioidi naturali che ti rendono più resistente al dolore», suggerisce il nostro medico di famiglia.

«Se invece è colpa di smartphone, tablet & co, evita serate in cui sei sempre connessa e smetti di chattare o giocare due ore prima di andare a letto. Così eviti che il display retroilluminato dei device elettronici iperstimoli il cervello, mandando in tilt i centri che ne regolano l’equilibrio biologico e dando via libera al mal di testa.

Se non basta e la cefalea si fa ugualmente strada, bevi subito un caffè: la caffeina riduce la vasodilatazione dei piccoli vasi che irrorano il cervello, interferendo beneficamente sui meccanismi che
autoalimentano il dolore.

Oppure, soprattutto se senti che i muscoli della nuca sono rigidi e contratti, fai una doccia calda, orientando il getto sul collo per 5 minuti. Se non basta, ok all’analgesico da banco: a base di paracetamolo, ibuprofene o chetoprofene, per esempio».

2 SI STA CRONICIZZANDO? VAI DAL MEDICO DI BASE

Hai sofferto spesso di cefalea premestruale, ma negli ultimi tempi l’attacco è divenuto immancabile, intenso e si protrae ininterrottamente per 3 giorni, invece delle solite 4 ore. Metà o tutta la testa ti pulsa, non sopporti luce e rumori, hai un senso di nausea e desideri metterti a letto perché, se ti muovi, la testa ti scoppia. Per questo, hai aumentato la dose dell’analgesico: la solita pastiglia è ormai inefficace.

«Se ti rivedi in questo copione è possibile che tu sia sul sottile confine che separa il mal di testa episodico da quello cronico», spiega il professor Gennaro Bussone, fondatore del Centro cefalee e primario emerito dell’Istituto neurologico Besta.

«Stessi rischi in agguato se, per colpa di una cefalea tensiva, devi assumere gli antidolorifici da banco molto spesso: se li utilizzi per più di 15 giorni al mese, questi farmaci possono autoalimentare la cefalea, renderla cronica, o addirittura scatenarla».

fai così «Tieni un diario del mal di testa, indicando il numero degli attacchi mensili, la durata, i fattori scatenanti, le caratteristiche del dolore e se hai avuto bisogno di farmaci per stroncarlo», suggerisce il professor Bussone. «Poi, con questi dati, rivolgiti al tuo medico di famiglia perché probabilmente devi abbandonare il fai da te e gli analgesici da banco.

Se la tua emicrania è molto intensa, il medico può decidere di prescriverti i triptani, farmaci specifici per questo tipo di mal di testa che evitano che tu debba “impasticcarti” di continuo, favorendo così la cronicizzazione del dolore. 

Se invece la tua cefalea è di tipo tensivo, può consigliarti esercizi di rilassamento (training autogeno, rilassamento muscolare progressivo, respirazione addominale) o un ciclo di ginnastica posturale che ti aiutano a non contrarre i muscoli di collo e nuca, alla base del tuo dolore, e a ridurre di conseguenza gli antidolorifici».

3 TI TORMENTA PER METÀ DEL MESE: DALLO SPECIALISTA

Soffri di emicrania 15 giorni al mese, oppure hai un solo attacco mensile che dura più di 4 giorni di fila, o che è preceduto dall’aura, ovvero da tutta una serie di disturbi neurologici come il vedere lampi e stelline, avere una parte del campo visivo oscurato, o sentire le braccia formicolanti. O, ancora, hai attacchi di cefalea tensiva che ti affliggono tutti i giorni o quasi.

fai così «Hai bisogno dello specialista», suggerisce il professor Bussone. «Rivolgiti a un centro per la diagnosi e la cura delle cefalee (il loro elenco è sul sito.anircef.it). Il neurologo, dopo aver escluso con una tac o una risonanza magnetica eventuali danni cerebrali magari indotti da un tumore benigno, può indicarti le cure più adatte.

Se per esempio hai almeno 4-5 crisi di emicrania al mese e sono molto dolorose, può prescriverti cure preventive per ridurre intensità e numero degli attacchi: farmaci (betabloccanti, calcio antagonisti o neuromodulatori) o tecniche di neurostimolazione cutanea effettuate con apparecchi appositi (il GammaCore e Cefaly) che, dopo un breve training, puoi utilizzare da sola.

Oggi sono disponibili anche cure dolci per la prevenzione: nutraceutici a base di frazioni terpeniche del gingko biloba, o di estratti secchi di partenium, da utilizzare per almeno 6 mesi di fila, e iniezioni di tossina botulinica (1seduta ogni 3 mesi, per 3-5 volte), utilizzata a dosaggi inferiori di quelli previsti per i trattamenti estetici.

Se invece soffri di cefalea tensiva cronica, lo specialista può consigliarti una breve cura preventiva a base di antidepressivi, da usare a dosaggi minimi: agiscono sulla soglia del dolore, innalzandola».

4 È SEMPRE PIÙ VIOLENTO: AL PRONTO SOCCORSO

Hai un mal di testa che non hai mai provato prima, fortissimo, che aumenta progressivamente, non allenta la morsa e magari dalla fronte si estende alla zona posteriore della testa. Inoltre è associato a uno o più sintomi sospetti: febbre, rigidità della nuca, stato di confusione, disturbi della parola, un braccio o una gamba che è diventata improvvisamente più debole.

fai così «Rivolgiti subito a un pronto soccorso perché non è escluso che il tuo mal di testa sia la spia di un disturbo vascolare (un’emorragia cerebrale, per esempio), o di una malattia infettiva che ha come bersaglio il cervello (un’infezione virale o batterica, per esempio), problemi che vanno riconosciuti e affrontati in tempi molto rapidi», suggerisce il dottor Paolo Pizzinelli, internista e aiuto di pronto soccorso.

Articolo pubblicato sul n.24 di Starbene in edicola dal 31/05/2016

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