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Le allergie sono sempre meno “stagionali”

I cambiamenti climatici contribuiscono a rendere perenni le allergie stagionali



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Complice il clima piuttosto stravagante di questo 2016, sono moltissime le persone che hanno cominciato ad avvertire i sintomi di allergia già dalla fine di gennaio.

Il caldo fuori stagione, in effetti, ha fatto sì che, soprattutto al centro nord, già da inizio anno vi fossero nell’aria elevate concentrazioni di pollini di cipressi, tassi e noccioli, con inevitabili ripercussioni sulla sintomatologia delle persone allergiche.


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I livelli elevati di smog e polveri sottili che hanno gravato su molte grandi città italiane in periodi in cui solitamente le condizioni atmosferiche contribuiscono a ripulire l’aria, hanno peggiorato e potenziato il corteo sintomatologico delle persone allergiche, ovvero dei soggetti che a causa della patologia e della predisposizione di base sono iper-reattivi e affetti da un continuo stato di infiammazione.

Le pollinosi, quelle che fino a qualche anno fa caratterizzavano la comparsa delle allergie stagionali, si sovrappongono sempre più alle allergie perenni, come quella determinata, per esempio, dall’allergia alla polvere.

Queste forme, inoltre, vanno a complicare il quadro delle infezioni influenzali e parainfluenzali tipiche del periodo invernale non solo negli adulti ma soprattutto nei bambini.

La sovrapposizione di condizioni allergiche nei quadri tipicamente influenzali e parainfluenzali rende molto più difficile fare diagnosi e assegnare una corretta ed efficace terapia nei soggetti adulti, così come in pediatria.

In questo periodo infatti, i bambini non solo hanno l’influenza, ma manifestano anche riniti e pollinosi insieme, e non mancano i casi di bronchite asmatiforme.  

Per impostare una corretta terapia omeopatica nelle persone adulte così come in pediatria, è necessario considerare la costituzione (caratteri psicofisici di un soggetto sano e in equilibrio) di ogni singolo individuo: ad esempio, i più colpiti dalla patologia allergica sono i bambini di costituzione sulfurica, più reattiva, e quelli di costituzione carbonica, caratterizzata da tendenza alla formazione di edema e all’accumulo di secrezioni di muco.

Come specifica la dottoressa Zora Giovanna Del Buono, pediatra e neonatologa omeopata a Bari, «nel bambino sulfurico, per esempio, sono indicati Arsenicum album se è ansioso e reattivo, Graphytes se presenta anche sintomi cutanei (dermatite atopica) e Sulfur che è un rimedio costituzionale classico, Psorinum se c’è una forte diatesi infiammatoria. Nel soggetto carbonico, tipicamente freddoloso, linfatico e spesso sovrappeso, nel quale sono frequenti episodi di otite, il rimedio più classico è Calcarea Carbonica e in base al tipo e decorso Graphytes, Lycopodium e Baryta Carbonica».

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