A A

Intervento: i consigli per affrontarlo

Invece di farsi prendere dall’ansia, ci si può preparare a questo importante appuntamento. Ecco come arrivare in condizioni ottimali



0

di Ida Macchi

Hai programmato un intervento chirurgico e la data prevista è ormai imminente. Invece di farti prendere dall’ansia, sfrutta i giorni precedenti al ricovero per prepararti al meglio ad affrontare la sala operatoria.

Anche tu puoi far molto per arrivare in perfetta forma a questo importante appuntamento, garantendoti un recupero post operatorio più rapido.

Fai la tua domanda ai nostri esperti

UNA SETTIMANA PRIMA

A TAVOLA IN MODO EQUILIBRATO - «Se sei a dieta, interrompi il tuo regime alimentare tagliacalorie e segui un’alimentazione
variata e completa: per evitare di arrivare al giorno “fatidico” con carenze di nutrienti che potrebbero innescare pericolose aritmie», consiglia la dottoressa Carla Carozzi, anestesista e rianimatore della unità operativa neuroanestesia e rianimazione dell’Istituto neurologico C. Besta.

«Bevi a sufficienza: acqua, ma anche frullati di frutta e centrifugati, che mantengono l’organismo ben idratato, primo antidoto
contro improvvisi cali di pressione che potrebbero manifestarsi durante l’intervento. Una corretta idratazione è una misura per meglio tollerare i farmaci dell’anestesia e gli antidolorifici utilizzati nel post operatorio». 

2-3 GIORNI PRIMA

STOP AL FUMO - «Dimenticati delle bionde: il monossido che si libera durante la combustione si lega all’emoglobina, il pigmento dei globuli rossi che permette il trasporto di ossigeno a tutto l’organismo», spiega il dottor Pizzinelli, internista e cardiologo. «Senza sigarette ti garantisci una miglior ossigenazione. dei tessuti. Approfitta poi del lasso di tempo che ti separa dalla sala operatoria per sfruttare la respirazione come antistress. Un esercizio per riuscirci: seduta comodamente su una sedia, inspira l’aria dal naso e poi soffiala fuori immaginando di avere una candela davanti. Devi inclinarne la fiamma senza spegnerla. Ripeti la respirazione per 10 volte, ogni volta che ti senti tesa».

NANNA SERENA - «Cerca di dormire almeno 8 ore per notte», consiglia l’esperta. «Se fai fatica ad addormentarti, ok ad
un rimedio naturale, come la valeriana. I debiti di sonno rendono meno reattive le difese immunitarie e la tua ferita può far più fatica a guarire».

IL GIORNO PRIMA

MANICURE E PEDICURE ACCURATI - «Le unghie possono essere una tana di germi che potresti involontariamente portare in
sala operatoria», avverte la dottoressa Carozzi. «Rimuovi eventuali unghie finte ed evita di applicare lo smalto: durante
l’intervento, il naturale colore delle lamine fornisce indicazioni preziose sul grado di ossigenazione del tuo organismo:
roseo se è tutto ok, bluastro se sei a corto di ossigeno.

L’anestesista deve aver modo di poterlo controllare, anche se sulla punta di un dito ti viene posizionato un piccolo apparecchio, simile ad una molletta (il saturimetro) che registra in continuazione la quota del gas vitale nel tuo sangue. Se cala, ti viene prontamente somministrato con una mascherina».

DOCCIA, MA NIENTE DEPILAZIONE - «L’acqua rimuove eventuali germi come lo stafilococco o funghi come la candida che albergano sulla tua pelle. Per rendere il lavaggio più efficace, usa un detergente blandamente antisettico», consiglia la nostra anestesista. 

«Rimuovi eventuali piercing ed evita cerette o depilazioni con il rasoio manuale, magari della zona su cui deve intervenire il chirurgo, pensando di “agevolargli” il lavoro: in passato la depilazione veniva effettuata quasi di routine, oggi solo nei casi in cui i peli nell’area di incisione possono interferire con l’intervento. 

Se necessario, la loro asportazione viene effettuata dagli infermieri che usano creme depilatorie. Rasoi e cerette rischiano di provocare microabrasioni, possibile via d’ingresso di germi infettivi chenel post operatorio possono ritardare la cicatrizzazione della ferita».

ALIMENTAZIONE LEGGERA - «A pranzo e cena, consuma alimenti digeribili (frutta, erdura, carne, pesce, pasta), senza saltare i pasti o fare solo spuntini  », suggerisce il dottor Pizzinelli. «L’alimentazione completa, anche se leggera, ti aiuta mantenere nella norma la tua glicemia, mettendoti al riparo da cali degli zuccheri nel sangue e fornendoti l’energia necessaria per affrontare “la grande prova”. Concessi anche un paio di caffè o un paio di tazze di tè.

No, invece, a fritture o a piatti troppo elaborati e ricchi di grassi che potrebbero sovraccaricare il tuo stomaco, allungare i processi digestivi e magari innescare nausea. Meglio eliminare o ridurre al minimo (un bicchiere) il consumo di vino».

6 ORE PRIMA

A PANCIA VUOTA E BOCCA ASCIUTTA - «Sospendi l’introduzione di qualsiasi alimento solido e di latte: potrebbero innescare il vomito, evento rischioso sia se effettui un’anestesia totale sia una locoregionale che rende insensibile solo l’area su cui opera il chirurgo», suggerisce Carla Carozzi.

«Non perfettamente cosciente, puoi inalare parte del cibo consumato e rimaner vittima di una polmonite da aspirazione. No,
anche al chewingum: masticandolo, aumenti la produzione di acidi digestivi che possono facilitare i rigurgiti. Via libera, invece, ad acqua, camomilla, te leggermente zuccherato, la cui ingestione va sospesa solo due ore prima dell’intervento».

I FARMACI DA SOSPENDERE

Prima di un intervento, devi interrompere l’assunzione dei farmaci che possono interagire con l’anestesia, provocando abbassamenti della pressione arteriosa, allergie, aumenti del sanguinamento, difficoltà respiratorie. Non ci sono regole assolute e gli stop variano a seconda del tipo di operazione che devi sostenere: devi perciò parlarne in anticipo con l’anestesista.

«In genere, occorre sospendere la pillola anticoncezionale e la terapia ormonale sin dal mese precedente: possono facilitare la formazione di trombi, coaguli che mandano in tilt la circolazione», spiega la dottoressa Carozzi.

«No anche ad alcuni antidepressivi (gli IMAO) che facilitano le aritmie, mentre l’acido acetilsalicilico, i comuni antidolorifici e gli anticoagulanti vanno interrotti almeno 3-4 giorni prima dell’intervento: provocano un aumento del sanguinamento. Per lo stesso motivo, alt anche a preparati erboristici a base di ginseng, aglio o zenzero».

Articolo pubblicato sul n.30 di Starbene in edicola dal 12/07/2016

Leggi anche

Sanità: le sale operatorie del futuro

Cataratta: ci si può operare a 50 anni?

Tumore al seno: si può non operare?

Il chirurgo estetico? Sceglilo così

Pubblica un commento