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Infezioni alimentari: perché aumentano?

Spesso i cibi sono cotti o conservati male, e l’igiene è scarsa. Scopri cosa fare per evitare contagi

credits: iStock



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di Valeria Ghitti


È allerta nelle Marche per colpa della Listeria monocytogenes: le autorità sanitarie locali hanno chiuso il Salumificio Monsano e sospeso la vendita di tutti i prodotti (non solo della coppa di testa risultata contaminata) perché, essendo questo un germe che si diffonde nell’ambiente, potrebbero a loro volta essere a rischio. I casi di listeriosi registrati lo scorso anno in tutta la Regione sono stati 13 (di cui due mortali) contro gli otto del 2014. C’è unque una preoccupante tendenza all’aumento. In linea con quanto sta accadendo nell’Ue.


Secondo l’ultimo rapporto dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), nel 2014 si sono registrati un +16% di listeriosi e un +10% di campilobatteriosi. «Le
procedure produttive sono più sicure, però facciamo i conti con la diffusione di prodotti “espressi”, pratici ma più a rischio di cattiva gestione (come le insalate già lavate), e la scarsa attenzione igienica in cucina», spiega Ida Luzzi, del dipartimento di malattie infettive e parassitarie dell’Istituto Superiore di Sanità


«La listeria sopravvive anche in frigo, dove può contaminare tutti gli alimenti pronti all’uso, come latticini, formaggi molli ed erborinati in particolare, anche se prodotti con latte pastorizzato, i salumi e il pesce affumicato», avverte l’esperta. Questo batterio scatena generalmente una gastroenterite con febbre, nausea, diarrea, ma le conseguenze possono essere più gravi nelle donne in gravidanza e in chi ha le difese immunitarie compromesse, che dovrebbero quindi evitare i cibi più a rischio. 


«Il campylobacter è diffuso negli allevamenti avicoli e può “avvelenare” la carne di pollo poco cotta ma non quella cucinata accuratamente», rassicura l’esperta. I sintomi che causa? Diarrea, dolori addominali, febbre, mal di testa, nausea (lievi o moderati), che possono manifestarsi nel giro di una settimana dall’ingestione dell’alimento infetto. 


Quello che puoi fare per prevenire qualunque tossinfezione è semplice: lavati le mani prima di toccare i cibi e più volte durante la loro preparazione; pulisci con cura tutte le superfici e gli utensili; in frigo separa i prodotti crudi da quelli cucinati; cuoci a non meno di 65 °C gli alimenti più “pericolosi”. E per altri consigli mirati clicca: veterinariaalimenti.marche.it (sito uffuciale della Regione).


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Articolo pubblicato sul n.10 di Starbene in edicola dal 23/02/2016

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