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Il sesso non fa venire l’infarto

Uno studio dimostra che non provoca problemi al cuore



Gli uomini, soprattutto quelli che hanno problemi cardiaci, ci ridono sopra e cercano di esorcizzare ogni timore chiamandola "la morte più bella" ma poi, dal medico, almeno la metà non resiste e chiede: "fare sesso, nelle mie condizioni, può essere pericoloso?". Buone notizie: nella maggioranza dei casi no.


Lo conferma una ricerca recentemente pubblicata sul prestigioso giornale scientifico dell'American College of Cardiology, che ha esaminato nell'arco di un anno l'attività sessuale di 536 persone prima di aver avuto problemi cardiovascolari.

Il 25,4% dei pazienti aveva un rapporto sessuale meno di una volta alla settimana, e il 55% una o più volte a settimana. Risultato: il sesso non può essere considerato un fattore di rischio tale da produrre un attacco di cuore. 

Di fatto l'attività sessuale, come "fatica", può essere paragonata a una camminata veloce o al fare due piani di scale.

«Quindi nessun pericolo per chi soffre per esempio di ipertensione, mentre per chi ha già avuto un infarto la frequenza e l'intensità dipendono dal tipo di lesione», commenta Livia Diehl, cardiologa al Policlinico di Milano. «Se il paziente ha avuto un infarto "piccolo", il muscolo non subisce un deficit significativo. In altri casi, invece, in cui il danno è grande e di conseguenza anche la cicatrice che va a sostituirsi al tessuto muscolare, l'attività fisica va valutata dopo il ricovero. Il sesso, che dal punto di vista cardiovascolare può essere considerata un'attività fisica aerobica, in molti casi  viene raccomandata. Tutto sta nella misura, come nello sport: l'importante è non passare dalla routine e sedentarietà all'attività agonistica di colpo. Anche a letto, infatti, occorre essere allenati».

Insomma: tranquilli se il sesso, usciti dall'ospedale, torna a essere quello di prima, come frequenza e intensità, salvo raccomandazioni particolari da parte del cardiologo. «Comunque sconsiglio di smettere (succede), anche perché un uomo che ha subito un infarto si sente spesso un malato nonostante la guarigione, e rinunciare alle attività normali non aiuta di certo mente e corpo. E poi, di solito, la terapia che segue questi eventi (o per chi soffre semplicemente di pressione alta) prevede un farmaco betabloccante, che mantiene la frequenza del cuore nei limiti di sicurezza anche quando facciamo l'amore», conclude la cardiologa.




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