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Il ruolo chiave dello sport nel diabete

Nel trattamento del diabete, l’esercizio fisico va svolto con la stessa attenzione con cui si esegue una ricetta di cucina



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Il paziente diabetico, e a volte colpevolmente anche il medico che lo tiene in cura, è convinto che la patologia si tenga sotto controllo soprattutto attraverso un’adeguata alimentazione ed un’opportuna terapia farmacologica.

Troppo spesso infatti si trascura il ruolo dell’esercizio fisico nella prevenzione e nella gestione del diabete di tipo 2, anche se l’esercizio fisico andrebbe prescritto con la stessa dovizia di particolari con la quale si prescrive il trattamento con i farmaci.


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La gestione del diabete di tipo 2 nell’immaginario collettivo si riduce all’assunzione di farmaci e a una dieta povera di zuccheri: troppo semplicistico, poiché la gestione e la prevenzione di questa condizione, sempre più comune, passa sicuramente anche attraverso lo svolgimento di un’attività fisica.

La glicemia non si controlla facendo le scale a piedi, passeggiando qualche volta o facendo le faccende domestiche, ma serve un programma di esercizio fisico adeguatamente strutturato.

Così come per quanto riguarda l’alimentazione e la terapia farmacologia, il paziente diabetico o ad alto rischio per lo sviluppo della condizione per familiarità o per altri fattori, ha bisogno di essere guidato nel modo giusto nello svolgimento di un’attività fisica.

Frasi generiche come “sia più attivo e abbandoni la vita sedentaria”, non spronano il paziente a muoversi effettivamente e non lo aiutano a capire cosa deve fare realmente per prevenire o curare il suo diabete.

Secondo le direttive del Diabetes Prevention Study, il diabete di tipo 2 si può prevenire svolgendo regolarmente 150 minuti di attività fisica a settimana, ovvero 30 minuti per cinque giorni a settimana o 50 minuti per tre volte a settimana: l’importante è che fra una sessione di allenamento e l’altra non passino mai più di due giorni.

Secondo le stime disponibili però, solo il 25% dei pazienti diabetici svolge regolarmente attività fisica mentre gli altri sono sedentari, per pigrizia, stanchezza, mancanza di impianti o problemi di salute.

Quasi l’80% dei pazienti con diabete di tipo 2 soffre di gravi problemi di obesità e sovrappeso, quindi per loro più che per gli altri lo svolgimento dell’attività fisica è compito arduo, perché non ce la fanno, non sanno da dove cominciare e hanno paura di procurarsi altri problemi di salute: la prescrizione precisa dell’esercizio, anche grazie all’intervento di un medico dello sport e di un personal trainer, è fondamentale per questi pazienti, per avvicinarsi nel modo giusto all’attività fisica e continuare a praticarla sul lungo termine.

Come spiega il professor Paolo Montera dell’Università di Tor Vergata, Endocrinologo e Medico dello sport del Servizio di Endocrinologia, Nutrizione e Metabolismo della casa di cura Villa Valeria di Roma, «al paziente, oltre alla prescrizione di dieta e farmaci, deve esserne fatta una relativa alla durata, all’intensità, al tipo di esercizio e all’obiettivo che si vuole raggiungere, che nel caso dei pazienti con diabete di tipo 2 sarà sia metabolico che ponderale e quindi richiederà un’azione sia sul peso corporeo che sui valori emato-chimici alterati. Le attività che meglio possono aiutare a centrare tali obiettivi sono di tipo misto, ovvero prevalentemente aerobici, ma in parte anche anaerobici».

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