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Il calo delle vaccinazioni desta preoccupazione

Per epatite, difterite, tetano e poliomielite la vaccinazione è obbligatoria, ma spesso non si raggiunge nemmeno il 95% di copertura



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Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità per alcune patologie è necessario raggiungere una soglia di soggetti vaccinati pari o superiore al 95% per considerare la malattia non trasmissibile: il preoccupante calo delle vaccinazioni allontanano la popolazione da questa soglia, con il risultato che se qualcuno dei virus responsabili di queste malattie arrivasse a circolare in Italia, potrebbe infettare molte persone.


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Persino l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito preoccupante il calo delle vaccinazioni a cui si sta assistendo in Italia: il nostro è uno dei Paesi dove non si riescono a eradicare né il morbillo né la rosolia (come peraltro è già avvenuto in altri paesi europei) perché molti genitori scelgono di non vaccinare i propri figli per paura che questi vaccini causino autismo, nonostante diversi studi scientifici abbiano provato l’inesistenza di tale correlazione.

Troppo spesso ci si dimentica che i vaccini hanno permesso di debellare malattie come il vaiolo, di rendere molto rare condizioni come il tetano, la poliomielite e la difterite, e di ridurre notevolmente l’incidenza di infezioni virali quali epatite B, morbillo, rosolia, parotite e malattie batteriche come la meningite.

Ed è forse proprio perché queste malattie suonano oggi come poco pericolose, non si dà il giusto valore all’importanza delle vaccinazioni.

I dubbi e le polemiche, rivelatesi poi del tutto infondate, circa la sicurezza del vaccino antinfluenzale dello scorso anno, non hanno giovato all’immagine di sicurezza dei vaccini in generale: la mancata vaccinazione dello scorso anno, però, si è tradotta in un forte aumento della mortalità per cause respiratorie durante la scorsa stagione invernale.

Affinché il vaccino antinfluenzale risulti davvero efficace, si dovrebbe raggiungere una copertura vaccinale di almeno il 75% fra i soggetti a rischio.

È importante che tutti, dai medici ai semplici cittadini, si fermino a riflettere sul fatto che, se la copertura vaccinale dovesse continuare a calare anche per colpa di vere e proprie campagne mediatiche di terrorismo contro i vaccini, talvolta colpevolmente amplificate anche dal web, si assisterà ad una recrudescenza in forma epidemica di malattie quasi del tutto debellate nel nostro Paese.

Come sottolinea responsabilmente il professor Massimo Andreoni Presidente della Società Italiana Malattie infettive e tropicali (SIMIT), «la temibile epidemia da meningococco occorsa in Italia e soprattutto in Toscana pochi mesi orsono, i 150 casi di morbillo e i 32 casi di rosolia registrati nei primi nove mesi di quest’anno nel nostro paese, sono tutti dati tangibili del rischio epidemico di queste malattie».

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