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Ginseng: un energizzante naturale

Questa celebre pianta orientale è un ottimo rivitalizzante e aiuta a prevenire i malanni invernali. Scopri come usarla

credits: iStock



di Rossana Cavaglieri

Si avvicina il periodo dell’anno più duro, quando freddo, virus e stress si “alleano” per metterti ko. È dunque questo il momento ideale per chiedere aiuto al ginseng, la più celebre e antica pianta medicinale orientale.

Secondo un’indagine realizzata nell’ambito del progetto europeo PlantLIBRA (coinvolge l’Istituto Superiore di Sanità e serve per la valutazione dei rischi e dei benefici dei prodotti a base di piante), questa radice è al quarto posto fra le erbe più utilizzate negli integratori.

L’offerta, dunque, è molto ampia e a volte rischia di creare un po’ di confusione. Tieni conto, comunque, che il ginseng è sempre naturale al 100%: con la sua formula complessa (sono lmeno 65 i ginsenosidi attivi, più vitamine, minerali e antiossidanti) è praticamente inimitabile. Ottavio Iommelli,  agopuntore e fitoterapeuta, e Paolo Vintani, farmacista esperto di prodotti naturali, ce ne spiegano meglio le virtù e l’uso più appropriato.


NEMICO DI VIRUS E BATTERI

«Conosciuta come pianta “adattogena”, che aiuta cioè l’organismo ad adattarsi all’ambiente, agisce anzitutto sulle ghiandole surrenali aumentando la produzione di Actc, l’ormone antistress. Per questo motivo è utile per recuperare energie nei momenti di stanchezza o dopo una malattia.

E gli studi scientifici hanno confermato che chi utilizza il ginseng si ammala meno, dato che questa pianta stimola le difese immunitarie: attiva i macrofagi e altre cellule difensive per combattere virus e batteri», spiega Ottavio Iommelli.

Non solo: se stai facendo una dieta, questa pianta ti dà una mano a far scendere glicemia e colesterolo. E persino a tenere alto il tono dell’umore, soprattutto se consumato con l’aggiunta di estratti di iperico (in farmacia).


LE FORMULAZIONI MIGLIORI

Rivitalizzante, antiage, amico del sesso (la sua fama di afrodisiaco è ben meritata), persino tonificante della pelle (si usa nei cosmetici) il ginseng è una vera panacea, come dice del resto il suo nome botanico, Panax ginseng.

Ma come puoi prenderlo e a quali dosi? «Il sistema più semplice è in compresse o capsule di estratto secco, la forma più concentrata e standardizzata in ginsenosidi: se ne assumono in genere due da 200 mg, una al mattino e una nel primo pomeriggio, in cicli di due mesi, ma i primi risultati si vedono già dopo qualche giorno», assicura Iommelli.

In farmacia ed erboristeria trovi questa pianta anche in altre versioni: «La più tradizionale è l’estratto molle con miele, comodo e gradevole, da aggiungere a spremute e tisane rivitalizzanti, nella dose di un misurino al giorno », spiega il farmacista Paolo Vintani.

«Ci sono poi tinture madri e integratori con vari ingredienti rivitalizzanti, tra cui pappa reale e guaranà». La qualità di questi prodotti in genere è buona, oggi che il ginseng non è più così raro: dato che viene coltivato in varie zone di Cina, Corea e Stati Uniti, anche i prezzi sono contenuti (da 15 a 30 € le confezioni di compresse).

«Attenzione solo agli acquisti su Internet da siti non garantiti: le capsule potrebbero contenere ingredienti poco pregiati, come la polvere non concentrata, o essere state conservate male, il che ne pregiudica l’efficacia», avverte Vintani. Se vuoi acquistare online, meglio chiedere gli indirizzi migliori al medico esperto in fitoterapia.


LE CONTROINDICAZIONI

Il ginseng è sconsigliato ai bambini e alle donne in attesa. «Chi soffre di ipertensione può assumerlo solo sotto controllo medico», dice il dottor Iommelli. «Dato che tende a fluidificare il sangue, va evitato se si è in cura con farmaci anticoagulanti come il warfarin. Si sono osservate anche interazioni con alcuni farmaci antidepressivi, come la fenelzina e la clomipramina». 

Attenzione anche se si soffre di insonnia: il ginseng tiene svegli, ma basta evitarlo alla sera per non avere noie.


GLI “ALTRI” GINSENG

Oltre a quello tradizionale, esistono altre tre piante rivitalizzanti che, pur appartenendo a differenti famiglie botaniche, si sono guadagnate l’appellativo di ginseng.

1 L’eleuterococco, o ginseng siberiano. Con un’azione più dolce del cugino cinese, l’eleuterococco è uno stimolante del sistema nervoso, indicato per esempio se hai la pressione bassa. Le dosi: 200-400 milligrammi al giorno anche per dei mesi (dopo aver consultato il medico).

2 L’angelica cinese, o ginseng femminile. È un toccasana per le donne. Efficace nelle irregolarità mestruali e, secondo alcuni studi, ancheper curare l’infertilità, se associata all’agopuntura. Dosi: 600 mg al giorno o secondo prescrizione. 

3 La maca, o ginseng peruviano. Pianta andina, aumenta la resistenza fisica, mentale e potenzia le performance sessuali. Gli studi dimostrano nell’uomo l’incremento di spermatozoi. Dosi: in compresse o capsule, su prescrizione, se ne possono assumere fino a 500 mg al giorno.


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Articolo pubblicato sul n. 2 di Starbene in edicola dal 27/12/2016

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