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Fegato: i cibi amici

Con alimenti ricchi di antiossidanti e zolfo lo aiuti a eliminare radicali liberi e tossine



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di Monica Marelli

CURCUMA

Chiamata anche zafferano delle Indie, è una polvere gialla ottenuta dalla macinazione della radice di alcune piante appartenenti alla famiglia delle Zingiberaceae (la stessa dello zenzero). Le sue proprietà curative sono note da secoli nella medicina ayurvedica e cinese e oggi anche la scienza occidentale ha confermato molte delle sue virtù.


Perché ti aiuta - «L’azione della curcuma è simile a quella del carciofo (disintossica).Inoltre ha un marcato effetto antinfiammatorio. Alcuni studi preliminari hanno infine ipotizzato che possa aiutare la rigenerazione delle cellule del fegato», spiega la dottoressa Diana Scatozza, medico dietologo.

 

Come gustarla al meglio - «Aggiungila agli sformati, ai risotti, alle verdure stufate, alle frittate e a ogni piatto che desideri “accendere” con una punta di pungente dolcezza. L’importante è che la unisci all’ultimo momento in modo da mantenere intatte tutte le sue proprietà», suggerisce l’esperta.


Attenta a… Evitala se soffri di reflusso gastroesofageo: aumenta l’acidità di stomaco.

 

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AGLIO E CIPOLLA

Apprezzati in tantissimi piatti, sono ricchi di composti dello zolfo e un’ottima fonte di glutatione (che combatte i radicali liberi). L’aglio contiene anche molto selenio.


Perché ti aiutano - «Hanno una potente azione antiossidante e, in particolare, aiutano il fegato (e il sangue) a eliminare i metalli pesanti», dice la dottoressa Scatozza.

 

Come gustarli al meglio - Spesso dimentichiamo i benifici di aglio e cipolla perché mal tolleriamo i loro sapori forti. Per ridurre il problema fai così: «Usa l’aglio dopo vere lasciato gli spicchi in ammollo la sera prima. Per la cipolla, mettila a bagno nel latte e vedrai che risulterà più delicata (quella di Tropea è la meno acre). E ricorda: l’attenuazione del sapore non indebolisce l’effetto benefico sul fegato», assicura la nostra dietologa.

 

Attenta a… L’aglio abbassa la pressione mentre la cipolla stimola il lavoro dei reni. «Se li assumi sotto forma di integratori (anziché freschi) chiedi consiglio al tuo medico,in particolare se stai prendendo anche farmaci per l’ipertensione o diuretici», avverte la nostra esperta.

CARCIOFO

Con le spine o senza, lo puoi trovare quasi tutto l’anno: l’Italia detiene il primato mondiale di produzione e le varietà più apprezzate nascono in Sicilia, Sardegna e Puglia. È in più un alleato della dieta: 100 grammi (pesati a crudo) apportano solo 34 calorie.

 

Perché ti aiuta - «Il carciofo è noto per le sue proprietà coleretiche e colagoghe: significa che non solo stimola la produzione della bile (fino al 100% mezz’ora dopo averlo mangiato), ma anche che ne aiuta l’eliminazione, permettendo al fegato di svolgere al meglio le sue funzioni», precisa la dottoressa Scatozza.

 

Come gustarlo al meglio - «Crudo, tagliato a striscioline sottili e condito con un filo d’olio d’oliva extravergine e un pizzico di sale e limone», consiglia l’esperta. «Se il carciofo è biologico, puoi cuocerlo e berne l’acqua».

 

Attenta a… È ricchissimo di fibre: «Se hai il colon irritabile eliminalo dal menu, perché tende a fermentare causando gonfiori e dolori intestinali», avverte la dietologa.

TÈ VERDE

Si differenzia dal tè nero classico perché le foglie non hanno subito la fermentazione. Per questo motivo è meno “carico” di teina, la sostanza eccitante simile alla caffeina.

 

Perché ti aiuta - «È una fonte incredibile di catechine, sostanze antiossidanti che proteggono le cellule del fegato dall’attacco dei radicali liberi, garantendone il corretto funzionamento e promuovendo l’eliminazione delle tossine», puntualizza la nostra dietologa.

 

Come gustarlo al meglio - «È perfetto con un goccio di limone o foglie di menta fresca. Per quanto riguarda la dose quotidiana, dipende: un tè verde leggero puoi gustarlo anche due-tre volte al giorno, ma se ti piace forte, una tazza è sufficiente. Contiene infatti più caffeina, dall’effetto eccitante, per cui è meglio non esagerare», dice l’esperta.

 

Attenta a… «Se hai la pressione alta, non bere il tè verde tutti i giorni ma limitati a un paio di volte alla settimana (così non correrai il rischio di farla “impennare”). Occhio anche se hai carenze di ferro, perché questa bevanda ne riduce l’assorbimento dai cibi o dagli integratori», conclude la dottoressa Scatozza.

POMPELMO

Quello giallo è il risultato di un antico ibrido fra il pomelo (originario della Cina) e l’arancio dolce, mentre quello rosa deriva da una mutazione spontanea avvenuta in Texas nel 1929. Indipendentemente dal colore è una bomba di potassio e vitamine A e C.


Perché ti aiuta - «Essendo ricco di antiossidanti, mantiene giovani (e attive) le cellule del fegato che, dal punto di vista biochimico, sono le più “indaffarate” di tutto il nostro corpo», dice la dietologa.


Come gustarlo al meglio - «È perfetto come spremuta senza aggiunta di zuccheri», consiglia la nostra esperta. «Ma provalo anche aggiunto a pezzetti nelle insalate miste. L’importante è che lo prepari subito prima di consumarlo, per mantenere al massimo il suo contenuto di vitamine e altre sostanze preziose».


Attenta a… Il pompelmo può alterare l’azione di alcuni farmaci. «Se stai prendendo antibiotici, antipertensivi, immunosoppressori, anticoncezionali orali o le statine chiedi prima al tuo medico per non rischiare spiacevoli effetti collaterali», mette in guardia la dottoressa Scatozza.

Articolo pubblicato sul n. 46 di Starbene in edicola dal 3/11/2015


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