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Febbre: le cure della medicina antroposofica

Certi sintomi rappresentano l’inizio di un processo di guarigione. Ecco cosa fare per tornare in forma



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di Simona Acquistapace

L’essere umano ha in sé un calore originario di 36 °C circa che viene continuamente alimentato e mantenuto costante dagli organi interni, indipendentemente dalla temperatura dell’ambiente circostante.


Secondo la medicina antroposofica, che si basa sul pensiero del filosofo e scienziato ottocentesco Rudolf Steiner, questo meccanismo esprime l’azione della nostra parte spirituale nei confronti del corpo: preservare il buon funzionamento e la buona distribuzione
di questo calore è fondamentale per lo stato di salute fisica e psichica. In base a questi principi, è consigliabile cambiare atteggiamento verso la comparsa della febbre: non è un nemico da combattere, ma il segnale di importanti processi di autoguarigione.


Le malattie da raffreddamento rappresentano quindi la reazione del nostro corpo a un elemento estraneo penetrato al suo interno, il freddo appunto, che apre la porta ai virus e ai batteri. «L’organismo umano è un’unità che dialoga con il mondo esterno e che, nello stesso tempo, ne mantiene un salutare distacco. Ogni qualvolta questo equilibrio viene aggredito, scatta l’azione di difesa per mantenerlo», premette Emilio Zavattaro, medico antroposofo. E la difesa è sempre la stessa: una produzione di calore.


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«Ne consegue che il rialzo della temperatura, i brividi che producono altro calore, l’aumento di muco dalle vie aeree, così come l’incremento di sudorazione, non sono altro che l’inizio di un processo di guarigione», conferma Sergio Maria Francardo, medico antroposofico.


Non va quindi inibito con i farmaci antipiretici, ma sostenuto. È un lavoro dell’organismo, spesso anche faticoso, da non contrastare: cosa che spesso invece si fa, obbedendo alla diffusa  entalità per cui la malattia va rimossa, perché è un ostacolo alle nostre frenetiche abitudini. Instilla anche un senso di colpa, perché non ti senti più all’altezza delle aspettative di efficienza, imposte dalla società. Vale la pena invece assecondarlo, innanzitutto con il riposo.


«Il primo passo è mettersi a letto», spiega Francardo. «L’ortostatismo, ovvero lo starsene in piedi, da solo consuma l’80% delle energie corporee. Semplicemente mettendosi orizzontali, si convogliano tali forze sulla guarigione».

NON ABBASSARLA CON I FARMACI


Pensi di non potertelo permettere, perché sei troppo impegnata? Considera che “fare l’influenza in piedi”, abbassando la febbre con i armaci, indebolisce il tuo sistema immunitario e di certo catarro e tosse ti faranno compagnia per un lungo periodo, anche al termine della fase acuta. «Ricorda quel che dicevano gli antichi: festina lente. Ovvero: se hai fretta, rallenta», consiglia l’antroposofo. Non solo, favorisci la capacità di autoguarigione con i rimedi consigliati dai nostri esperti.

I RIMEDI ANTROPOSOFICI


Questa interpretazione della medicina si avvale di rimedi di origine minerale, vegetale, metallica e animale e spazia dall’omeopatia alla fitoterapia, con preparati da coltivazioni biologiche e biodinamiche.


Per sostenere il corpo durante il processo febbrili e mantenerlo sotto controllo, prescrive Ferrum Phosphoricum Comp., da assumere in quantità di 10 granuli 3-4 volte al giorno. Da proseguire per 2-3 giorni dopo la scomparsa dei sintomi. 


Se la febbre sale rapidamente, il viso è tutto rosso e hai mal di gola, Belladonna D30, 3 granuli ogni mezz’ora. Quando la temperatura si impenna di notte e c’è pallore, meglio Aconitum D30, 5-10 gocce ogni 3-4 ore.

LE 5 REGOLE DI AUTOCURA 


In caso di raffreddore febbrile, con mal di gola e mal di testa oppure con dolori ai muscoli come nell’influenza, ci sono cinque regole d’oro per una cura che sostenga la fase di sana reazione dell’organismo.

1 Riposo a letto: quando “fai l’influenza in piedi” disperdi le energie necessarie per guarire.

2 Idratazione: il corpo suda per la febbre, occorre mantenerlo idratato, oltre che con acqua a temperatura ambiente e spremute fresche, con tisane di fiori di tiglio o di sambuco. Ti riforniscono di sali minerali e nel contempo sostengono la sudorazione, che smaltisce le tossine.

3 Dieta senza proteine animali: così alleggerisci la digestione e risparmi forze vitali. Sì a passati di verdura piuttosto liquidi, minestrine in brodo vegetale, zuppe di riso e ortaggi.

4 Impacchi ai piedi: quando la febbre sale sopra i 38 °C, sono utilissimi gli impacchi umidi ai piedi e ai polpacci. Basta applicare delle pezzuole imbevute in acqua e aceto o limone, ben strizzate. Si lasciano asciugare,poi si riapplicano. Abbassanola temperatura con immediata sensazione di sollievo. Noinvece alla borsa del ghiaccio sulla testa, che ha il difetto di raffreddare il corpo, proprio dove sta agendo l’infiammazione.

5 Clistere di camomilla tiepida nella fase di febbre alta: stimola il sistema immunitario presente nelle cellule della mucosa intestinale, idratando e rinfrescando al contempo l’organismo.

Articolo pubblicato sul n.6 di Starbene in edicola dal 26/01/2016

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