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Farmaci: come conservarli

Ogni anno milioni di scatole di medicinali vengono distrutte perché scadute o conservate male. Ecco le regole per una corretta conservazione



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di Valentino Maimone

Ogni italiano acquista, in media, più di 20 confezioni di farmaci ogni 12 mesi. Ma non sempre le usa tutte e, spesso, finisce per doverne buttare via una parte: si stima che decine di milioni vengano distrutte ogni anno perché scadute o conservate male.

«Quando un medicinale si altera per una cattiva conservazione, non va assunto perché il minimo che possa accadere è che perda la sua efficacia», spiega il dottor Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti Italiani. A lui abbiamo posto le domande più frequenti sulla corretta conservazione dei farmaci

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QUAL È IL LUOGO MIGLIORE DOVE RIPORRE I MEDICINALI?

«Scegli un angolo fresco e asciutto, lontano dal sole diretto e da fonti di calore», raccomanda il nostro esperto. Evita quindi il bagno, inadatto per il vapore acqueo e per la temperatura spesso superiore a quella del resto della casa.

«Per gli stessi motivi non va bene neanche la cucina. Sì invece a un cassetto in camera da letto o a una scatola, magari di tela, in un ripostiglio aerato. L’importante è che sia fuori dalla portata di bambini e animali domestici». 


A CHE TEMPERATURA OCCORRE TENERLI?

«È indicata, con chiarezza, su un apposito paragrafo del foglietto illustrativo», chiarisce l’esperto. «Tuttavia, quasi sempre non bisogna superare i 25 °C: se ciò accade per un periodo di tempo limitato (1-2 giorni), non succede nulla. In caso contrario, la durata del medicinale si riduce notevolmente.

I farmaci che risentono maggiormente di caldo e umidità sono quelli per la tiroide, i contraccettivi e, in genere, i medicinali che contengono ormoni. Ma rischiano di alterarsi anche le strisce per i test diagnostici (glicemia, gravidanza, ovulazione)».

IL FREDDO PUÒ ROVINARLI?

«Sì, quando è eccessivo. Anche i farmaci che, di solito, vanno conservati in frigorifero (come l’insulina e alcuni colliri), non devono essere congelati, né restare a lungo sotto i 2 °C perché perderebbero del tutto la loro efficacia. La collocazione ideale, in frigorifero, è nella parte alta dello sportello, per esempio nello scomparto delle uova, perché in basso si rischia che si formi del ghiaccio».


CI SONO FORMULAZIONI CHE SI MANTENGONO MEGLIO?

«Quelle solide», specifica il dottor Mandelli. «I rimedi liquidi si deteriorano prima, specialmente quando fa caldo, perché contengono acqua»

COME DEVO COMPORTARMI CON LE MEDICINE CHE PORTO IN VIAGGIO?

«Se ti muovi in auto evita di tenere i farmaci nel bagagliaio: specie in estate, rischi che si surriscaldino troppo», consiglia il farmacista. Meglio portarli nell’abitacolo, se viaggi con l’aria condizionata accesa. «Oppure, riponili in un contenitore termico.

Se invece ti muovi in aereo, prediligi il bagaglio a mano; altrimenti, se proprio devi spedirli, preferisci la forma in compresse o le formulazioni solide».


COME DEVO REGOLARMI CON I MEDICINALI CHE VANNO PREPARATI AL MOMENTO DELL'USO?

«Una volta assunta la dose prescritta, meglio gettare via quello che eventualmente rimane. Discorso analogo per quelli elaborati dal farmacista su indicazione del medico: vanno eliminati subito dopo aver terminato la cura, utilizzando gli appositi raccoglitori nelle farmacie», chiarisce il medico.

SE DEVO PRENDERE SOLO MEZZA PASTICCA, DOVE RIPONDO L'ALTRA METÀ?

«Puoi avvolgerla nell’alluminio, rimetterla nella sua scatola originale e consumarla al massimo entro 24-48 ore», spiega il dottor Mandelli


COSA RISCHIO SE ASSUMO UN MEDICAMENTO SCADUTO?

«Quando il farmaco è stato conservato correttamente, è molto raro che sia nocivo per la salute. Può invece diminuire la sua efficacia terapeutica, e ciò dipende da quanto tempo è trascorso dalla scadenza. In ogni caso si raccomanda sempre di non assumere medicinali scaduti, di nessun tipo», conclude il dottore.

E I RIMEDI DOLCI ...

Anche le soluzioni naturali devono essere conservate seguendo alcune regole: «Non vanno esposte al sole, ad alte temperature o all’umidità. E poi, a seconda delle tipologie, serve qualche accorgimento in più», spiega il ottor Luca Bertini, medico naturopata a Pisa.

OMEOPATIA «Tieni i rimedi lontani dai campi magnetici, dunque alla larga da smartphone e dispositivi elettronici. Inoltre, ricorda che non vanno tenuti in frigo, salvo le supposte (ma solo per non rovinare la glicerina)».
FITOTERAPIA «È sufficiente evitare di usare i prodotti dopo un mese dall’apertura della confezione».
FIORI DI BACH «Conservali in un ambiente secco e consumali entro 10-15 giorni, controllando spesso se ci sono dei filamenti, che ne testimoniano l’alterazione».
AROMATERAPIA «Gli oli essenziali devono essere sempre ben chiusi, per evitare contaminazioni con i germi che potrebbero causare irritazioni», conclude Bertini.

Articolo pubblicato sul n.28 di Starbene in edicola dal 28/06/2016

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