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Effetto Jolie anche in Italia?

Spazio alla riflessione a seguito della diffusione dei dati di uno studio americano



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Un rapporto pubblicato dall’Agency for Healthcare Research and Quality (AHRQ) in America ha evidenziato come fra il 2005 e il 2013 il numero delle mastectomie realizzate sia notevolmente aumentato.

Di questo argomento si era ampiamente discusso quando la famosa attrice Angelina Jolie aveva rivelato al mondo di essersi sottoposta a un intervento di mastectomia preventiva per prevenire lo sviluppo del cancro al seno poiché sua mamma e sua sorella sono morte a causa di tale tumore.


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La famosa attrice, infatti, portava sulle spalle la dolorosa eredità di due parenti strette malate di tale tumore e la presenza di una mutazione genetica che la predisponeva allo sviluppo della malattia.

I dati dello studio americano hanno evidenziato come proprio in concomitanza della scelta della Jolie si sia registrato un forte aumento della scelta di una doppia mastectomia in donne non ammalate di tumore, ma esposte a fattori di rischio.

Lo studio americano ha anche evidenziato come sempre più spesso questi interventi vengano effettuati ambulatorialmente; questo dato riguarda la realtà americana, poiché in Italia un intervento di questo genere, a livello ambulatoriale, è del tutto impensabile e indesiderabile per ragioni di qualità nell’eccellenza.

La mastectomia è un intervento che rimuove la ghiandola mammaria e richiede, successivamente, un intervento di chirurgia plastica per la ricostruzione; è un intervento, quindi, con un forte impatto fisico e psicologico sulla donna.

Più che parlare però di un aumento di questo tipo di interventi sull’onda del gesto e della decisione di un’attrice sia pure famosa, bisogna prendere in considerazione la sempre maggiore consapevolezza delle donne nei confronti del tumore al seno, della disponibilità di test sempre più precisi che evidenziano la propria predisposizione o meno a sviluppare questa patologia.

È bene precisare che pur in presenza di importanti fattori di rischio, per prevenire non sempre è necessario ricorrere alla doppia mastectomia: è vero che la mastectomia in alcuni centri di eccellenza è condotta con tecniche che risparmiano molto i tessuti della pelle, ma è sempre un intervento mutilante.

I controlli radiologici intensivi senza il ricorso alla chirurgia sono una scelta possibile e abbastanza frequente; insomma, si personalizza senza che esistano standard: fondamentale è il ricorso a centri di eccellenza.

Come precisa il professor Alberto Luini, co-direttore Programma Senologia Istituto Europeo di Oncologia IEO-Milano, «quando si asporta la ghiandola mammaria, di fatto, si toglie il seno. È anche vero però, che riuscire a conservare molta parte della pelle del seno permette di ottenere risultati estetici più naturali e soddisfacenti con la ricostruzione; la chirurgia plastica, difatti, riesce a conseguire i risultati migliori quando richiede un numero inferiore di procedure correttive successive».



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