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La depressione post parto colpisce anche i papà

5 uomini su 100 dopo la paternità si sentono tristi e inadeguati al loro nuovo ruolo di padre. Ma per risolvere il problema basta parlare



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di Valentino Maimone

La depressione post parto riguarda anche i papà: secondo uno studio britannico dell’Oxford University, pubblicato sul Journal Psychological Medicine, il 5% (contro il 10% delle donne) è colpito dal “baby blues”. Com’è possibile? Certo, gli uomini non devono fare i conti con gli sbalzi ormonali che, dopo il parto, incidono in modo forte sull’umore delle neomamme. Ma pagano un nuovo modo di essere padri, sempre più presenti e attivi con i figli.

Nei primi mesi di vita di un bambino l’uomo è spettatore di un rapporto simbiotico tra madre e figlio che lo può portare a sentirsi inutile, incapace di dare quello che vorrebbe o dovreb­be», spiega il dottor Michele Cucchi, psichiatra e direttore del Centro medico Santagostino di Milano. «Ai papà di oggi si chiede di essere interscambia­bili con la mamma nel dare la pappa, cambiare i pannolini, cantare la ninna nanna... Non è facile svolgere questi compiti se non lo si è mai fatto o se si viene criticati dalla partner».

II contraccolpo di un nuovo arrivato nella coppia può essere fortissimo: «L’uomo sente crescere il peso delle responsabilità e, nello stesso tem­po, vede tutta l’attezione della partner spostarsi sul figlio. Risultato: va in tilt», dice ancora l’esperto. Anche perché i rapporti sessuali si fanno più diradati: manca il tempo o l’occasione, oppure la mamma è stanca. Il rischio principa­le è che il neopapà si chiuda in se stesso. Se ciò accade, il rapporto con la partner si deteriora e ne risente anche quello con il figlio.

Ma per uscire da questa spirale di tristez­za e sconforto basta acquisire la consapevolezza che questo momento difficile è destinato a passare. «Spesso succede che nel giro di 2-3 mesi il disagio vada via da solo», commenta il dottor Cucchi. «Bisogna aspettare che la neofamiglia trovi il suo equilibrio. È un tempo fisiologico: dopo, se il neopapà è ancora giù di tono è meglio che consulti uno specialista per inquadrare e trovare una solu­zione al suo problema. Spesso, bastano 4-5 sedute con lo psicoterapeuta per fare sfumare il baby blues».

Aiutalo a vincere il baby blues

1 Evita di fare pesare al partner qualche momento di svago per sé, come un’ora di sport. L’attività fisica migliora l’umore e permette di sentirsi meno oppressi.

Non ti lamentare continuamente che hai preso qualche chilo o che non hai più un minuto per te perché altrimenti entrate in un circolo vizioso di recriminazioni reciproche che rafforza il senso di scoraggiamento del neopapà.

Spingilo a confrontarsi con altri papà: parlare con chi ha già passato questi periodi critici aiuta a non sentirsi “isolati” e ridimensiona ogni difficoltà.

Articolo pubblicato sul n. 26 di Starbene in edicola dal 16/06/2015

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