A A
hero image

Colesterolo: la nuova cura

Si usa solo quando le statine non bastano: abbassa la frazione “cattiva” (l’Ldl) con un’iniezione da ripetere ogni due settimane

credits: istock



0

di Valeria Ghitti

Alti livelli nel sangue di colesterolo Ldl (quello “cattivo”, che si deposita sulle pareti delle arterie) sono fra i principali fattori di rischio per la salute di cuore e circolazione. I farmaci più efficaci per abbassarli sono le statine, associati eventualmente ad altri medicinali, ma si stima che dal 30 al 50% di chi ha un rischio cardiovascolare alto o molto alto e l’80% di chi soffre di ipercolesterolemia familiare, con le terapie disponibili non riesca a raggiungere livelli ottimali. Da poco, per affrontare al meglio queste situazioni difficili, è arrivata una nuova classe di farmaci.

Sono i primi farmaci biologici per l’ipercolesterolemia, anticorpi creati grazie alla bioingegneria per colpire obiettivi ben precisi. «Inibiscono la proteina pcsk9, che normalmente si lega ai recettori del colesterolo Ldl presenti sulle cellule del fegato, degradandoli», spiega Alberto Zambon, lipidologo e professore di medicina interna dell’Università di Padova. Il risultato? «Il numero di recettori aumenta e, di conseguenza, i livelli di Ldl si abbassano», chiarisce l’esperto.

«Al momento sono stati approvati, in aggiunta alle terapie tradizionali, in caso di ipercolesterolemia familiare eterozigote, forma ereditaria comune (riguarda 1 neonato su 200- 250) che spesso viene individuata solo quando causa un primo evento cardiovascolare», spiega Riccardo Sarzani, professore di medicina interna all’Università politecnica delle Marche. «Inoltre, sono indicati nei soggetti a rischio cardiovascolare alto o molto alto che, pur prendendo le statine alle dosi massime consigliate o tollerate, non riescono a ridurre a sufficienza i livelli di Ldl. Infine, possono essere prescritti a chi è intollerante
alle statine», continua il professor Sarzani.

 «Con i farmaci disponibili riusciamo a ridurre del 45-60% i livelli di Ldl nel sangue. Quelli nuovi, in base agli studi svolti finora, sembrano abbassarli rapidamente di un ulteriore 50-60%», dice Maurizio Averna, presidente della Società italiana per lo studio dell’arteriosclerosi. Le molecole attualmente disponibili in Italia sono 2 (alirocumab e evolocumab), e vanno iniettate sottocute, una volta ogni 2 settimane.

Non ancora rimborsate dal SSN (modalità e prezzi saranno decisi a breve), vengono riservate ai pazienti “arruolati” negli studi medici, anche perché il costo è elevato. Nell’attesa le aziende produttrici si sono rese disponibili a fornirle gratis in casi selezionati.

I TUOI VALORI VANNO BENE?

I livelli di Ldl desiderabili sono differenti, a seconda del grado di rischio cardiovascolare:
>SOTTO I 115 MG/DL, se il rischio è basso o moderato.
>SOTTO I 100 MG/DL in caso di rischio alto (per chi soffre di ipercolesterolemia familiare, ipertensione severa, diabete senza altri fattori di rischio o insufficienza renale moderata).
>SOTTO I 70 MG/DL se è molto alto (malati cardiovascolari, chi ha avuto infarti o ictus, diabetici con altri fattori di rischio cardiovascolare, insufficienza renale grave). 

Vuoi calcolare il tuo livello di Ldl nel sangue e non lo trovi sul referto? Sottrai alla cifra che segnala il colesterolo totale, il valore dell’Hdl e poi 1/5 di quello dei trigliceridi.

Fai la tua domanda ai nostri esperti

Articolo pubblicato sul n.37 di Starbene in edicola dal 29/08/2016

Leggi anche

Colesterolo: quanto lo conosci?

Circolazione: gli alimenti per proteggerla

Abbassa l'indice glicemico con la dieta strategica

Cuore in salute: piante medicinali alleate nella prevenzione

Colesterolo: le proprietà delle mandorle

Pubblica un commento