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Cervicale: la strategia vincente

Il freddo e l’umidità favoriscono le contratture. Per tornare a posto occorre una terapia combinata



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di Valentino Maimone

Si avvicina l’autunno e si rifà vivo quel dolore al collo che avevi già avuto l’inverno scorso. «Non c’è niente di strano, questo è il momento in cui la cervicalgia si ripresenta con più insistenza», spiega il dottor Nicola Eugenio Arena, ortopedico del Centro Santa Maria della Pace, Fondazione don Carlo Gnocchi di Roma. Il motivo? «Il freddo e l’umidità favoriscono le contratture e gli irrigidimenti muscolari, cause frequenti del dolore cervicale soprattutto in chi soffre di problemi di postura o artrosi».


Questo problema, del resto, risparmia solo pochi fortunati, al punto che una persona su due ha a che fare con il disturbo ogni anno. «Se al cambiamento di stagione aggiungiamo il ritorno alle abitudini quotidiane, che il più delle volte non sono corrette, ecco spiegato il boom autunnale e invernale delle cervicalgie», aggiunge il dottor Filippo Camerota, fisiatra e dirigente medico del Policlinico Universitario Umberto I di Roma.


«Oltre agli eventuali traumi al collo subiti in passato, ci sono situazioni molto frequenti che aumentano il rischio di contratture: per esempio se telefoni tenendo la cornetta tra il collo e la spalla, tendi a incurvarti quando ti siedi davanti al pc o ruoti la testa in modo brusco quando fai retromarcia con l’auto», continua Camerota.



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RICONOSCERLA È FACILE


«Il biglietto da visita della cervicalgia è un dolore continuo nella zona del collo, che spesso può estendersi alle spalle, alle scapole e alla parte alta delle braccia, a causa della contrattura muscolare», precisa Arena. Inconfondibile il mal di testa: «Una cefalea tensiva che parte dalla base del cranio e si irradia fino alla zona frontale, occhi compresi», spiega il professor Gennaro Bussone, primario emerito dell’Istituto neurologico Carlo Besta di Milano.


Inoltre, in alcuni casi, si manifesta anche un terzo sintomo: «La nausea, talvolta accompagnata da vertigini, che si avverte soprattutto quando ti alzi di scatto oppure volti il capo bruscamente. Altre volte, invece, ti senti instabile, come se fossi su una barca, ma è un segnale meno caratteristico rispetto agli altri», specifica il dottor Arena.

SCIOGLI IL COLLO COSÌ


Quando il collo fa male puoi alleviare il dolore con il paracetamolo: «Per i primi 3-4 giorni, puoi assumerne 1 grammo, fino a 3 volte al giorno», consiglia Arena. Ma nei casi più tenaci servono un antinfiammatorio, da prendere a stomaco pieno, e soprattutto un miorilassante per allentare la contrattura che ha scatenato il problema: «Va preso per 7-10 giorni, prima di andare a letto, perché agisce meglio sui muscoli che durante il sonno non lavorano».


Usa anche il calore per rilassare il collo: «Basta una sciarpa di lana o una borsa dell’acqua calda, da applicare in 2 cicli da 20 minuti, inframezzati da una pausa di altri 20 minuti», spiega Arena. Ricorda che restare immobili non serve, anzi è controproducente. «Fai questi esercizi un paio di volte al giorno: da sdraiata, ruota delicatamente la testa 5 volte verso sinistra e 5 a destra; poi ripeti spostando il capo in alto e in basso».


Meglio invece non praticare sport, evitare di sollevare pesi e rinunciare allo scooter, perché le vibrazioni trasmesse dalle braccia e dal casco sono deleterie. In un paio di settimane al massimo tornerai a posto, ma ricordati di correggere le abitudini sbagliate, soprattutto quelle legate alla cattiva postura.

IL RELAX FA BENE ALLA TESTA


Se le contratture dei muscoli innescano la cefalea non aspettare che diventi insopportabile: «Alle prime avvisaglie è importante intervenire con un antinfiammatorio come il naprossene, che agisce rapidamente e blocca la crisi sul nascere», avverte Bussone.


Ma la vera arma contro questo sintomo collegato alla cervicalgia è la prevenzione: cerca di tenere a bada lo stress con delle tecniche di rilassamento e correggi la postura, sul luogo di lavoro come sul divano di casa. «Quando cammini, ma anche da seduta o nel sonno, fai in modo che lo sguardo sia sempre dritto davanti a te», suggerisce Camerota. «Se usi il tablet o lo smartphone, non incurvare troppo la testa, evitando di mantenere questa posizione a lungo. E in ufficio cambia posizione ogni mezz’ora: è sufficiente alzarsi dalla sedia anche solo per pochi secondi».


VERTIGINI? FAI UN CHECK


«Durante i primi giorni di cervicalgia, se soffri di nausea può essere utile prendere un farmaco come la betaistina dicloridrato, da assumere 2-3 volte al giorno», precisa Arena. «Ma se il problema continua e compaiono vertigini forti e fastidiose, potrebbe essere la spia di un disturbo di tipo diverso, come la labirintite, un’anomalia nella circolazione e del ritmo cardiaco oppure, più raramente, un disturbo a carico del sistema nervoso». Meglio parlarne al proprio medico.


SE È SCATENATA DA UN TRAUMA


Un colpo di frusta, una contusione mentre si fa sport, un movimento del collo troppo brusco: che fare quando “la cervicale” scatta per una di queste ragioni? È fondamentale una visita dallo specialista: «Il medico valuta se e quanto riesci a muovere collo, spalle e braccia, controlla la tua postura e in che condizioni sono i riflessi degli arti superiori», spiega il dottor Arena.


«Poi prescrive una radiografia e, se sospetta una protrusione o un’ernia del disco, una risonanza magnetica». La terapia è a base di paracetamolo, antinfiammatori e miorilassanti, ma non solo: «Può essere molto utile applicare sulla zona una borsa del ghiaccio un paio di volte al giorno,  facendo 2 cicli da 20 minuti intervallati da 20 minuti di stop. Dopo 2-3 giorni conviene sostituire il freddo con il calore, per contrastare la contrattura muscolare che nel frattempo potrebbe essersi instaurata».

CI SONO ANCHE LE INIEZIONI


Iniettare piccole quantità di farmaco (di solito un mix di antinfiammatorio e miorilassante diluiti in acqua) in corrispondenza dei punti di sblocco della cervicale: è la mesoterapia, trattamento particolarmente efficace contro la cervicalgia episodica.


«Si effettua con una siringa dall’ago molto sottile, di solito a sinistra e a destra della nuca, più o meno alla sommità della colonna vertebrale», spiega Arena. «Oltre all’effetto del farmaco, si punta su una reazione dell’organismo che viene stimolato dalle iniezioni. Al ritmo di una alla settimana, entro 7 sedute al massimo si ottengono ottimi risultati».

Articolo pubblicato sul n. 43 di Starbene in edicola dal 13/10/2015


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