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Terapia hameriana, l’ultima bufala anti-cancro

Secondo il metodo Hamer, i tumori nascono da traumi psicologici e la chemioterapia fa male. Così già 5 persone sono morte. Facciamo chiarezza

credits: iStock



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di Valeria Ghitti


Salgono a 5 le vittime della “nuova medicina germanica” (Nmg), o “hameriana”, dal nome del suo ideatore, Ryke Geerd Hamer, un ex medico, ora latitante, secondo cui i tumori sono il frutto di traumi psicologici non risolti e la chemioterapia va evitata.

Le ultime due pazienti sono morte proprio in questi giorni, per aver rifiutato le cure tradizionali: il 14 agosto 2016 è deceduta una ragazza di 18 anni, per leucemia, e il 2 settembre la stessa sorte è toccata a una donna di 34 anni, della provincia di Rimini, madre di due bambini. Operata al seno 4 anni fa, secondo i medici aveva probabilità altissime di guarire (93-95%), ma si è lasciata convincere a curarsi con impacchi di ricotta e decotti di ortica.

Ecco che cosa c'è da sapere su queste pericolose teorie pseudoscientifiche.


SAREBBE TUTTA COLPA DELLA MENTE

Elaborata negli anni ’80, la Nmg ritiene che le malattie siano il frutto di traumi psicologici irrisolti. Per esempio, il tumore alla mammella sinistra in una donna destrimane nascerebbe da un conflitto con il figlio. Per Hamer solo la comprensione di tali “scontri” ne permetterebbe il superamento e, quindi, la guarigione. 

«Mente e corpo non sono entità separate, ma è criminale ritenere, come fa lui, di avere chiarito questa interazione e porsi come alternativa alla medicina ufficiale», dichiara Maria Giovanna Luini, chirurgo e senologa all’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano. Non esistono poi studi scientifici che dimostrino le teorie Ngm: anzi, diverse sono state smentite dalla scienza (come la non esistenza delle metastasi) e non risulta alcun caso accertato di tumore curato, mentre le vittime appurate  non sono poche (info su dossierhamer.it). 


QUANDO L'ALTERNATIVO DIVENTA PERICOLOSO

«Secondo diversi studi, circa il 42% dei malati di cancro si affida a soluzioni alternative senza dirlo all’oncologo, con il rischio di interferire con la terapia o, peggio, di non cominciarla o abbandonarla, finendo vittima di tumori curabili», spiega Giuseppe Curigliano, direttore dello Sviluppo nuovi farmaci terapie innovative dell’Ieo.

Le motivazioni? La disperazione, la sfiducia verso la medicina ufficiale, gli effetti collaterali. «Colpa anche della mancata attenzione di noi medici al vissuto dei pazienti, un atteggiamento di chiusura e scarsa comunicazione che può favorire l’avanzata dei cosiddetti “guaritori”», sottolinea la senologa. 


LE CURE "DOLCI" SERIE

«La medicina è fatta di terapie che possono essere tradizionali o meno, da adottare in modo integrato tra loro, mai come alternative», dice Fabio Firenzuoli, direttore del Centro per la medicina integrativa dell’Ospedale Careggi di Firenze. «Sul tumore resta fondamentale intervenire con la chirurgia, la radioterapia, la chemioterapia e altri farmaci specifici.

Le tecniche non convenzionali possono affiancarsi per esempio per ridurre alcuni effetti collaterali, o rinforzare le difese del malato.Penso alla fitoterapia, all’agopuntura e all’omeopatia, che hanno dati scientifici seri o che sono già erogate nell’ambito di alcuni Servizi Sanitari Regionali, proposte da medici esperti, ma sempre in coordinamento con gli oncologi».


LE PAURE IMMOTIVATE

Per Hamer la chemioterapia è da evitare perché è la principale responsabile dei decessi dei malati di tumore, e molti sembrano rivolgersi alle “cure Hameriane” perché ne sono spaventati. «Purtroppo c’è molta disinformazione: la chemioterapia è solo una delle opzioni terapeutiche, e se è vero che ha importanti effetti collaterali, è anche vero che oggi abbiamo farmaci in grado di controllarli efficacemente», spiega Giuseppe Curigliano dell’Istituto europeo di oncologia.

«La usiamo in pochi tipi di tumori perché abbiamo nuovi approcci, come i farmaci molecolari che stanno dando ottimi risultati per esempio sul polmone. Ci sono comunque tumori che ancora oggi si risolvono con la sola chemio: è il caso del 95% di quelli dei testicoli».


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Articolo pubblicato sul n.18 di Starbene in edicola dal 19/04/2016 e aggiornato il 3 settembre 2016

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