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Bruciori e dolori di stomaco: che cosa fare

Danno del filo da torcere a una persona su 4, soprattutto in primavera. Dall’alimentazione allo stile di vita ai farmaci mirati, quando servono, ecco come affrontare dolori e bruciori di stomaco secondo i nostri esperti

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Lo stomaco è l'organo in prima linea nel garantire la digestione del cibo. A volte, però, le sue funzioni possono andare in tilt, lasciandoti in preda a rigurgiti acidi, bruciore, sensazione di pienezza, gonfiore e dolore.

«In Italia, ogni anno, i disturbi digestivi colpiscono il 25% degli adulti», spiega il professor Silvio Danese, gastroenterologo, responsabile del Centro per le malattie infiammatorie croniche intestinali di Humanitas e docente all'Humanitas University, a Rozzano (Milano). Un dato avvalorato dalle cifre riportate recentemente da Federfarma: la categoria di medicinali più prescritta nel 2016 è stata quella degli inibitori della pompa protonica, rimedio impiegato per curare gastrite, ulcera e reflusso gastrico.

Tutti problemi che, in primavera, hanno una vera e propria impennata: «Con la bella stagione cresce la quantità di acidi prodotti dalle pareti gastriche (è un'eredità dei nostri progenitori, che in inverno avevano poco cibo a disposizione e quindi "usavano" poco lo stomaco) per digerire, ma questo incremento può dare più facilmente il via a bruciori e acidità.

Inoltre, l'aumento delle ore di luce favorisce la produzione di cortisolo, ormone che rallenta i naturali movimenti dello stomaco e apre la strada a una digestione più lenta e difficile», puntualizza l'esperto.

Passare al contrattacco, però, non è difficile: occorre saper riconoscere i principali disturbi che possono affliggere il tuo stomaco e intervenire in modo mirato, mutando abitudini alimentari, adottando stili di vita più sani e affidandosi ai farmaci e ai rimedi naturali giusti.


Se avverti bruciore dopo i pasti

Poco dopo aver mangiato accusi una sensazione di bruciore all'altezza della “bocca” dello stomaco. Oppure, un dolore al centro del petto che, a volte, si associa a gonfiore, nausea e a riduzione dell’appetito. «Potrebbero essere i sintomi di una gastrite, l'infiammazione delle pareti dello stomaco, legata a un’eccessiva secrezione di acido cloridrico, uno degli acidi digestivi», spiega il professor Danese.

«Il suo aumento è dovuto soprattutto a una dieta sbagliata, all'assunzione di farmaci antinfiammatori come quelli a base di acido acetilsalicilico, all'eccessivo consumo di alcol o allo stress intenso. Tutti questi fattori aumentano la produzione di cortisolo e lo stomaco ne fa le spese».

Il primo step per passare al contrattacco? Adottare un'alimentazione adeguata: «Limita il sale a non più di 5 g al giorno, così come il consumo di salumi e formaggi stagionati, perché contribuiscono ad aumentare l’infiammazione. Per lo stesso motivo evita di consumare più di un bicchiere di vino o una birra da 33 cc a pasto», suggerisce la dottoressa Lucilla Titta, nutrizionista e ricercatrice del Dipartimento di oncologia sperimentale dell'Istituto europeo di oncologia di Milano.

«Evita bibite alla cola, peperoncino, pomodori, caffè, cioccolato e menta poiché stimolano la secrezione gastrica. E se fumi, liberati delle sigarette: riducono la naturale produzione di bicarbonato che riveste le pareti dello stomaco e neutralizza l’azione irritante dei succhi gastrici».

Usa cautela anche con i farmaci: «Se proprio devi assumere i Fans, fallo a stomaco pieno, in modo che il cibo tamponi in parte la loro azione aggressiva sulle mucose gastriche», continua l'esperta.

Se i bruciori non passano è possibile ricorrere agli antiacidi: «Sono medicinali da banco che contengono citrato di sodio e vanno assunti 1-2 ore dopo il pasto.

Altrimenti, rivolgiti al medico: potrebbe prescriverti gli inibitori della pompa protonica. Sono molecole, come l’omeprazolo, che tengono sotto controllo l’acido gastrico in eccesso e vanno assunti per circa 8 settimane», chiarisce il professor Danese.

Infine, cerca di rilassarti. Se stai attraversando un periodo di stress, allenta le tensioni iscrivendoti a un corso di yoga, per esempio. «Ma non cercare di scaricare i nervi masticando chewing gum: contengono saccarosio, che aumenta la produzione di aria nello stomaco. Inoltre, la masticazione prolungata stimola la produzione di acidi», precisa l'esperto.


Se hai spesso dolore allo stomaco: l'Helicobacter pylori

Può capitare che la gastrite non si attenui, nonostante antiacidi e norme alimentari corrette. In più, accusi spesso dei dolori allo stomaco. Alla base dei disturbi, in questo caso, potrebbe esserci un’infezione da Helicobacter pylori.

È un germe che sceglie come dimora le mucose dello stomaco dove si insedia definitivamente, in barba a tutti i meccanismi di difesa dell’organismo. Il contagio avviene per via orale, magari utilizzando un bicchiere non perfettamente pulito o consumando ortaggi contaminati, eventualità tutt’altro che rara: in Italia, infatti, si ritiene che circa il 40% della popolazione sia stato infettato da questo ospite indesiderato.

«Per risolvere il problema occorre fare piazza pulita del germe. Se lasciato indisturbato, può causare un’ulcera gastrica oppure duodenale, cioè una lesione sulle pareti dello stomaco o su quelle del primo tratto dell’intestino», spiega Danese. L’Helicobacter è inoltre considerato dall'Organizzazione mondiale della sanità un agente cancerogeno di primo grado, capace di indurre mutazioni a rischio, quindi va contrastato.

«Per prima cosa metti programma un esame in grado di accertarne la presenza: si chiama Breath test e consiste nell’ingestione di una piccola quantità di urea in cui è stato inglobato un determinato tipo di carbonio (il 13). Quindi, viene analizzata l’aria che espiri e, se la quantità di carbonio è alta, l’esito dell'esame è positivo.

In questo caso occorre assumere un mix di antibiotici mirati (amoxicillina, claritromicina) per 7-10 giorni e degli inibitori della pompa protonica per i successivi 2 mesi. Queste cure non solo eliminano il germe, ma garantiscono la cicatrizzazione di un’eventuale ulcera», rassicura il professor Danese. «Quindi, successivamente, ricorda di moderare sempre il consumo di alcol e sale, fattori di rischio per il tumore allo stomaco», rimarca la dottoressa Titta.


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Articolo pubblicato sul n. 24 di Starbene in edicola dal 30 maggio 2017

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