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Antibiotici: usare con cura

Questo lo slogan dell’ultima Giornata europea degli antibiotici, che invita ad un utilizzo cosciente e consapevole di questi farmaci



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Il 18 novembre è stata celebrata la Giornata europea degli antibiotici, ma l’attenzione sul tema è altissima in tutto il mondo: lo scopo delle varie e diverse campagne di comunicazione è quello di sensibilizzare la popolazione generale, gli operatori sanitari e i decisori politici sul corretto uso degli antibiotici e aumentare la consapevolezza sull’antibiotico-resistenza al fine di rendere possibili scelte responsabili da parte di tutti.


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Quando si pensa all’uso scorretto degli antibiotici e al fenomeno dell’antibiotico-resistenza, il pensiero corre subito sia alle prescrizioni dei medici che talvolta non sono abbastanza attenti nel prescrivere specifiche classi di antibiotici più indicate per determinate infezioni piuttosto che altre (vedi l’uso dei fluorochinoloni nelle affezioni respiratorie), sia all’abuso fatto dai cittadini che spesso li assumono anche per curare un raffreddore.

Una realtà su cui forse non si focalizza abbastanza l’attenzione però è l’utilizzo degli antibiotici da parte dei ragazzi: un rapporto tecnico recentemente pubblicato dall’American Academy of Pediatrics infatti ha evidenziato come l’utilizzo non terapeutico degli antibiotici sugli animali che producono cibo, non solo risulti essere un pericolo per neonati e bambini, ma incida inoltre sulla resistenza ai farmaci.

Oltre a frenare l’uso indiscriminato degli antibiotici in agricoltura poi, bisognerebbe monitorare strettamente i ragazzi che fanno uso di antibiotici per curare la loro acne: è un’abitudine pericolosa e sbagliata, soprattutto se abitualmente vengano utilizzati, in concomitanza agli antibiotici per os, anche dei preparati per uso topico sempre a base di antibiotici.

Se l’acne è una patologia che interessa soprattutto gli adolescenti con una prevalenza del 70-80% infatti, gli studi a disposizione hanno evidenziato come il propionibacterium acnes, coinvolto direttamente nella patogenesi dell’acne, sviluppi non di rado una resistenza incrociata ai due antibiotici topici maggiormente utilizzati nella cura dell’affezione dermatologica, ovvero l’eritromicina e la clindamicina.

Come spiega il professor Stefano Veraldi, direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell’Università di Milano, «recentemente anche l’American Academy of Dermatology ha sottolineato l’importanza di impiegare gli antibiotici con cautela e solo nelle forme gravi di acne, poiché nella malattia, spesso, si registra un uso inappropriato. I giovani pazienti, infine, non sempre aderiscono correttamente alla terapia e ricorrono agli antibiotici, anche senza controllo medico».

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