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Allergia al lattice: più comune di quanto si creda

Il lattice è un materiale estremamente diffuso e l’allergia provoca una sintomatologia varia



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Il lattice è il principale costituente della gomma naturale ed è un materiale molto diffuso, infatti è presente in numerosi oggetti di uso quotidiano: basti pensare che è presente nei palloni, nei guanti di gomma, nei giocattoli, nei succhiotti e nelle tettarelle, nei nastri, nei cerotti, nelle cuffie da bagno, negli accessori per la vela, nei pannolini, negli assorbenti e nei preservativi. L’incidenza di questa allergia è in aumento, seppure vi è maggiore attenzione verso il problema.


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Tutti possono sensibilizzarsi al lattice, ma le persone più esposte al rischio di allergia sono quelle che lavorano a stretto contatto con il materiale, come i lavoratori dell’industria della gomma o gli operatori sanitari, ma anche le donne, i pazienti asmatici o allergici a banane, kiwi, arachidi, avocado e castagne, ed infine i pazienti con spina bifida o affetti da anomalie uro-genitali.

La sensibilizzazione al lattice si realizza attraverso il contatto ripetuto e continuo del lattice con la cute e le mucose, ma il processo si innesca anche se il lattice viene inalato o portato a contatto con l’organismo per via parenterale: la sensibilizzazione, dunque, può far seguito a iniezioni ripetute, prelievi, vaccinazioni, tatuaggi e piercing.

Un soggetto sensibilizzato al lattice ha una probabilità del 50% di sviluppare una reazione allergica durante un primo intervento chirurgico e del 90% se si sottopone a due interventi.

La sintomatologia prodotta da una reazione allergica al lattice è piuttosto varia: possono comparire prurito, rossore agli occhi, lacrimazione, starnuti, sensazione di naso chiuso, tosse, orticaria, fiato corto e sensazione di costrizione toracica.

In alcuni soggetti che indossano guanti in lattice possono comparire ulcerazioni e gonfiore alle mani. Nei casi più gravi può insorgere anche shock anafilattico.

Non esiste una cura in caso di sensibilizzazione o allergia al lattice, tutto quello che si può fare è evitare, per quanto possibile, il contatto con il materiale. Il personale sanitario con la problematica, in particolare, deve assicurarsi che i colleghi con cui collaborano più strettamente indossino sempre guanti privi di lattice. L’eventuale sensibilizzazione al materiale, inoltre, va sempre segnalata prima di un intervento chirurgico.

Come conclude il professor Paolo Pigatto, Responsabile Allergologia dell’Istituto Ortopedico Galeazzi, «fortunatamente negli ultimi tempi questo trend in aumento dell’allergia al lattice sta lentamente riducendosi, perché una più accurata produzione industriale ha ridotto la quantità di proteine presenti nei manufatti in caucciù».

«Pertanto, senza abbassare la guardia, bisogna solo stare molto attenti al problema e continuare su questa strada che ha già dato risultati incoraggianti – prosegue il dottor Pigatto – Per la diagnostica poi l’uso di test con “ricombinanti” ha permesso di chiarire la fonte della sensibilizzazione e prevenire le reazioni crociate».

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