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Vaccini anti-papillomavirus: perché le critiche a Report

Il vaccino anti-papillomavirus esiste da 11 anni e i ricercatori assicurano che è efficace e sicuro. Ma la nota trasmissione televisiva ha sollevato dei dubbi. Ecco come è andata

iStock



di Oscar Puntel


La puntata di Report, la nota trasmissione tv di giornalismo investigativo, del 17 aprile scorso ha destato molte polemiche. Il tema riguardava i presunti effetti collaterali che potrebbero essere scatenati dai vaccini anti-papilloma virus, (Hpv), che può causare lesioni tumorali alla cervice uterina e all’ano.

Contro questo virus, che, una volta contratto, può lavorare in modo silente anche per 10 anni evolvendo in forme tumorali sia negli uomini, sia nelle donne, esiste da 11 anni un vaccino che i ricercatori definiscono efficace e sicuro.

Durante la trasmissione sono stati sollevati dubbi a riguardo, in particolare sul sistema di farmaco-vigilanza, ovvero le segnalazioni che i medici sarebbero tenuti a fare quando le persone riscontrano effetti collaterali da farmaci.

Ci spiega Massimo Andreoni, past president della Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali: «La procedura funziona in questo modo: appena viene riferito un evento avverso, il medico compila un verbale e questo arriva all’Agenzia del farmaco. Se l’organismo raccoglie una serie di segnalazioni che ritiene valide, apre un’inchiesta e valuta l’eventuale correlazione fra la reazione avversa segnalata e la somministrazione del farmaco.

Questo sistema funziona: nel 2014 sono stati bloccati due lotti di vaccino antinfluenzale, dopo i verbali su alcune morti sospette. Ma non sempre i medici segnalano gli effetti colalterali riscontrati dai loro pazienti all'Agenzia del framaco: c’è la tendenza a sottostimare o non considerare importanti alcune cosiddette reazioni avverse».

I giornalisti di Report hanno raccolto alcune testimonianze di persone che, dopo l'inoculazione del vaccino, avrebbero riscontrato sintomi quali stanchezza, dolori in varie parti corpo diffusi e prolungati. «Ma questo vaccino - aggiunge il dottor Andreoni - è stato sottoposto a prove sperimentali cliniche rigidissime su 20mila donne. E in 10 anni di dati raccolti sul campo gli eventi avversi che si sono verificati sono riferibili solo a disturbi lievi e passeggeri, come qualche linea di febbre o indolenzimento nel punto del vaccino.

Quindi, prima di attaccare il vaccino anti-Hpv e di dire che è responsabile degli effetti collaterali denunciati, bisognerebbe capire quale sia l’effettiva causa di quello che viene considerato un effetto collaterale». In sostanza, dice il dottor Andreoni, non possiamo essere certi che gli effetti collaterali di cui si è parlato nella trasmissione siano effettivamente attribuibili all’anti-Hpv, perché potrebbero benissimo avere la loro origine in qualcosa accaduto prima della somministrazione del vaccino.

«Gli eventi gravi (come la morte) sono eccezionali, possono verificarsi per qualsiasi somministrazione di un farmaco, ma proprio perché rarissimi, non hanno valore dal punto di vista scientifico».

Oggi il vaccino anti-papillomavirus è utilizzato in 132 paesi e più di 208 milioni di dosi sono state distribuite in tutto il mondo per oltre 65 programmi di immunizzazione. Solo in Italia, si stima che ogni anno il papillomavirus sia responsabile di circa 6.500 nuovi casi di tumori in entrambi i sessi e 3mila casi di tumore della cervice, di cui mille letali.

19 aprile 2017

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