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Tumori del collo e della testa: la nuova tecnica mini-invasiva

Ogni anno in Italia si scoprono circa 25 mila casi di tumori del collo e della testa. Per asportarli oggi c’è una nuova tecnica mini-invasiva, messa a punto da un chirurgo italiano, il dottor Giancarlo Tirelli. Ce ne parla qui

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di Oscar Puntel


C'è una nuova tecnica operatoria per curare i tumori del collo e della testa. È stata messa a punto all'Università di Trieste, e unisce la chirurgia mini-invasiva a un nuovo sistema di video-endoscopia, chiamato Nbi-Narrow Band Imaging, che permette, grazie a una specie di superocchio, di localizzare e distinguere con molta precisione i tessuti malati da quelli sani.


LA NUOVA TECNICA ENDOSCOPICA

Ci spiega il chirurgo Giancarlo Tirelli, che con la sua équipe ha condotto uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Oral Oncology: «La mia intuizione è stata quella di coniugare due “tecniche”, che prima non stavano insieme e che nessuno aveva mai utilizzato in modo congiunto. La prima di queste è la Nbi, ovvero un’endoscopia ad alta definizione che sfrutta la luce». In pratica, grazie a specifiche lunghezze d'onda, si riescono a evidenziare molto bene dei capillari, che, quando è presente il cancro, si infittiscono (vengono irradiati dalle cellule tumorali). «Vedere questi capillari a occhio nudo è impossibile, ma grazie alla nuova metodica il chirurgo è in grado di “perimetrare” con estrema precisione i tessuti malati su cui deve intervenire con la chirurgia mini-invasiva», dice Tirelli.


IL RECUPERO È PIÙ VELOCE

«Il tumore non viene rimosso in blocco, ma a piccole porzioni. Inoltre, si lavora attraverso la bocca e non aprendo la mandibola. I pazienti godono così di un recupero post operatorio più veloce. Ci sono benefici anche sulla qualità della vita, con una minore compromissione di alcune funzioni come masticazione, fonazione e deglutizione», spiega Tirelli.

Abbinando le due metodiche, poi, l'obiettivo è abbassare ulteriormente anche il numero delle recidive. Si è visto che nel 20% dei pazienti trattati con la sola chirurgia mini-invasiva, il tumore si ripresentava. Tra 5 anni, sapremo se, nei pazienti operati con entrambe le tecnologie, questa percentuale si sarà abbassata. Al momento, gli studi istopatologici hanno comunque confermato che ai pazienti operati con la nuova tecnica è stato asportato tutto il tumore.


PER QUALI TUMORI È INDICATA

La nuova tecnica è stata messa a punto per i tumori della testa e del collo, quindi tutti i tumori della cavità orale (della bocca e della gola). Secondo l'Istituto Oncologico Europeo, ogni anno in Italia si scoprono circa 25mila nuovi casi di tumore testa e collo (compresi quelli della tiroide). Secondo il rapporto 2014 dell'Airtum, Associazione italiana registri tumori, essi rappresentano la quinta neoplasia più diffusa in Italia. Ed è il Nord il più colpito. Il principale fattore di rischio è rappresentato dal fumo di sigaretta, sigaro e pipa, che diventa ancora più pericoloso quando si associa al consumo di alcool. Altri fattori quali la scarsa igiene orale e l’esposizione tramite contatto sessuale al papilloma virus contribuiscono a favorirne l’insorgenza soprattutto a livello dell’orofaringe.

6 aprile 2016


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