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Tumore al seno: la sopravvivenza è in aumento

Buone notizie sul fronte del tumore al seno, il cancro che colpisce di più il sesso femminile: i dati dicono che il tasso di sopravvivenza, a 5 anni dalla diagnosi, è in costante aumento. Ecco perché

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di Oscar Puntel


Il tumore al seno si conferma come la prima neoplasia del sesso femminile, nonché la seconda neoplasia in generale, dopo quella al colon-retto. Lo confermano i dati diffusi dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e l’Associazione italiana registri tumori (Airtum) nell’ambito della nuova edizione de I numeri del cancro in Italia 2016.

Dati ripresi anche a Milano, in occasione della Breast Cancer Awareness Campaign 2016, campagna di sensibilizzazione per la lotta al cancro al seno, che comincia con il mese di ottobre. Si stima che ogni anno vengano colpite 50mila donne: una su otto, nell’arco della vita. La statistica è in linea con quella dello scorso anno.


PERCHÉ LA SOPRAVVIVENZA È IN AUMENTO

Il dato più importante riguarda la mortalità. Il tasso di sopravvivenza delle malate di cancro, a 5 anni dalla diagnosi, è in costante aumento e negli ultimi 20 anni è passato dal 78% al 85,5%.

«Se andiamo a osservare le curve della mortalità, rispetto al 2006, osserviamo una riduzione importante: questa si spiega non solo grazie alla politiche di screening e alle mammografie di screening generalizzato, con lettera di convocazione che arriva a casa di tutte le donne, ma anche grazie all’introduzione di nuovi farmaci», spiega Alessandra Gennari, ricercatrice dell’Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) e specialista in oncologia medica.

«Farmaci che hanno permesso di essere un vero salvavita per alcuni tumori alla mammella. Il caso più emblematico è stato il carcinoma mammario con espressione della proteina HER2: prima la sopravvivenza era al massimo di 2 anni. Dopo il 2007, quando è stato introdotto il nuovo farmaco, si è arrivati al 90% dei casi di guarigione».


L'IMPORTANZA DEGLI SCREENING

L’abbassamento della mortalità però è dovuto anche allo screening preventivo. «Il fatto di invitare le donne a sottoporsi alla mammografia è soprattutto legato alla necessità di identificare la presenza di micro-calcificazioni, che spesso non si associano a un cancro conclamato, ma sono lesioni pre-cancerose. E la loro asportazione fa prevenzione concreta proprio perché impedisce alle micro-calcificazioni di trasformarsi in cancro al seno», aggiunge la dottoressa Gennari.

Non tutta Italia però è accorta sul tema della prevenzione: «Nel Sud, la rispondenza delle donne allo screening e le stesse politiche sulla prevenzione sono minori: abbiamo meno donne che vi si sottopongono, quindi che si presentano al controllo, quando arriva la lettera di invito».


QUANDO LE CAUSE SONO GENETICHE

Esiste, inoltre, un 5-7% dei tumori al seno che ha caratteristica ereditaria perché è legato alla presenza nel Dna di alcune mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2. «Queste anomalie nei geni determinano l’incapacità della cellula di funzionare bene, perché vanno a incidere sulla sua capacità di riparare il suo Dna. La cellula comincia quindi a proliferare in modo incontrollato, fino ad arrivare al cancro. Le donne che hanno una alterazione ai geni BRCA sono più soggette a neoplasie della mammella e tumori ginecologici in generale. Ma la ricerca oggi si sta impegnando - e  siamo in una fase di studio molto avanzata - per cercare dei farmaci che agiscano sulla mutazione. Oggi le neoplasie associate ai geni BRCA sono la forma peggiore», precisa la dottoressa.


OTTOBRE È IL MESE DELLA PREVENZIONE

Dal primo al 31 ottobre la Breast Cancer Awareness farà luce sulla consapevolezza verso questa malattia. Sarà una luce rosa, perché a dare il via alla campagna di sensibilizzazione, per la prima volta nella sua storia, il Duomo di Milano è stato illuminato proprio di questo colore, il 29 settembre 2016.

Lo stesso accadrà per monumenti o edifici simbolici di oltre 70 paesi che appoggiano e promuovono questa causa. In Francia, per esempio è stata illuminata con la stessa tonalità, la Torre Eiffel. L’iniziativa è stata voluta e creata nel 1992 da Evelyn H. Lauder, donna d’affari e filantropa, venuta a mancare nel 2011: colei che inventò il “nastro rosa” quale simbolo universale della lotta contro il tumore al seno.

29 settembre 2016

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