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Terapia genica e immunoterapia: le nuove armi vincenti contro i tumori

In Inghilterra è stata vinta una forma di leucemia infantile e c’è una cura anche per i tumori del seno che non avevano una terapia specifica

credits: istock



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È una notizia a sorpresa, di quelle che rinnovano le speranze nella secolare lotta contro il tumore. Una bambina inglese di un anno, giudicata incurabile, è guarita da una forma di leucemia particolarmente aggressiva. Tutto merito di una nuovissima terapia genica ideata dal Centro Antitumori di Philadelphia e adottata per la prima volta dall’équipe del Great Ormond Street Hospital di Gosh (Inghilterra), dove la piccola era ricoverata.

In che cosa consiste questa cura rivoluzionaria? «L’ultima frontiera dell’immunoterapia cellulare, sperimentata soprattutto contro i linfomi e la leucemia, si chiama CAR», spiega il professor Pier Giuseppe Pelicci, docente di patologia all’università di Milano, direttore Ricerca dell’IEO (Istituto Europeo di Oncologia). «Da un donatore di sangue si estraggono i linfociti T, le sentinelle del sistema immunitario che normalmente dovrebbero contrastare l’insorgenza delle cellule malate, ma che il tumore rende "inattive". Questi linfociti vengono “caricati” di un anticorpo monoclonale, cioè un potente farmaco diretto contro le cellule tumorali, e trasfusi nell’organismo del paziente. Così le naturali difese vengono riattivate e “addestrate” a intercettare e distruggere i nemici».

Il problema è che, come la chemioterapia, anche l’immunoterapia ha il torto di non essere estremamente selettiva sulle cellule neoplastiche, prendendo spesso a bersaglio anche i tessuti sani. «Il grande passo compiuto dall’Ormond Street Hospital è stato quello di modificare geneticamente i linfociti T in modo da indirizzare la loro azione esclusivamente verso il cancro», prosegue il professor Pelicci. «L’eliminazione del TCR (T-Cell Receptor) e la sua sostituzione con due nuovi geni ha permesso all’organismo della piccola Layla di neutralizzare le cellule maligne, al punto da lasciare l’ospedale perché giudicata clinicamente guarita. Un traguardo davvero importante». Già diffusa in altri paesi europei, la Car arriverà presto anche in Italia.


TUMORE AL SENO: UNA SCOPERTA TUTTA ITALIANA

È stata pubblicato l’ottobre scorso, sulla prestigiosa rivista scientifica Clinical Cancer Research, una ricerca condotta dall’Istituto dei Tumori di Milano, in collaborazione col Dipartimento di Oncologia Medica dell’ospedale San Raffaele di Milano. Gli studiosi hanno finalmente scoperto una cura per i tumori al seno denominati “tripli negativi” e giudicati orfani sotto il profilo terapeutico. «Si tratta di forme tumorali non di tipo ormonale, perché prive dei recettori per gli estrogeni e il progesterone, e non appartenenti neppure alla famiglia dei tumori definiti HER2 positivi», afferma la dottoressa Maria Grazia Daidone, direttore del Dipartimento di Oncologia Sperimentale e Medicina Molecolare dell’Istituto dei Tumori di Milano.

«Non essendo né ormono-dipendenti né HER2 positivi, per questi tipi di carcinoma mammario finora esisteva solo la chemioterapia. Il nostro studio ha dimostrato che, se ai chemioterapici si associano nuovi farmaci immunoterapici particolarmente attivi contro le cellule tumorali, il successo del trattamento aumenta sensibilmente. La ricerca ha, infatti, trattato con successo circa tremila donne provenienti da diversi centri internazionali, alle quali è stata somministrata, in associazione alla tradizionale “chemio”, un’immunoterapia di ultima concezione, che ha stimolato il sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule malate». Forte di questo risultato più che incoraggiante, sta per partire un nuovo studio capitanato dall’Ospedale San Raffaele. Segno che la Target-therapy, che somministra una terapia personalizzata in base al profilo molecolare di ogni singolo tumore, è la strada vincente per il futuro prossimo venturo.


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