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Neonato senza gambe: era possibile prevederlo?

Questo triste evento sottolinea quanto, durante la gravidanza, sia importante sottoporsi a tutte le ecografie previste dal Ssn per riconoscere eventuali malformazioni

Foto: iStock



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di Cinzia Testa


Va al di là di ogni immaginazione la notizia del neonato privo degli arti inferiori, dal ginocchio in giù, venuto alla luce la notte di Natale 2015 in una sala parto dell’ospedale Maggiore di Parma. E già nei reparti di ginecologia si registra un aumento delle richieste di controlli supplementari. «È più che comprensibile», spiega Carlo Gastaldi, responsabile dell’Unità di ostetricia e ginecologia, Istituto clinico città di Brescia, Gruppo ospedaliero San Donato. «Di certo non serve spiegare che si tratta di un evento estremamente raro, ma la preoccupazione per la salute del bimbo che si porta in grembo rimane. Questa, seppure triste, è ancora una volta l’occasione per ribadire l’importanza delle ecografie, soprattutto della morfologica».

Durante la gravidanza le linee guida stabiliscono che la donna venga sottoposta ad almeno tre ecografie. Di queste, la più importante è la seconda che viene eseguita intorno alla 20ma settimana di attesa. «Si tratta, appunto, della morfologica e permette di valutare l’anatomia del bambino, dal cervello ai piedi», spiega l’esperto. «I risultati li può controllare anche la donna da sé. Insieme agli “scatti” del feto, infatti, viene consegnato anche un referto che riporta un inventario delle varie parti del corpo». È semplice da capire. C’è, per esempio, l’elenco degli organi endoaddominali, cioè stomaco, reni, fegato, colecisti e vescica. Ma anche la morfologia del massiccio cranio-facciale, cioè del viso, e quindi delle orbite, dove sono collocati gli occhi, dei cristallini, del labbro e delle mandibole. Come pure vengono rilevati gli arti, ovvero braccia e gambe, con i segmenti ossei maggiori, cioè con le ossa che li compongono.

«Talvolta questo esame dà dei risultati incerti», aggiunge l’esperto. «Il caso tipico è l’obesità della mamma, perché il grasso limita la capacità di una corretta valutazione. Oppure una posizione del feto che non permette una chiara visione di tutto il corpo. Ma il problema si risolve. Basta un’ecografia di secondo livello, cioè eseguita con macchinari più sofisticati, con una capacità di “visualizzazione” maggiore».


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