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Alga tossica: sintomi e rimedi

Nella prima metà di luglio, in alcune zone della costa pugliese, è stata riscontrata una concentrazione abbondante di “Ostreopsis ovata”, un’alga tossica di origine tropicale. Ecco quali sintomi produce e come rimediare

Foto iStock



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di Oscar Puntel


È allarme alghe tossiche, sulle coste della Puglia in questa estate 2016. I monitoraggi eseguiti dall'Agenzia regionale per la Protezione dell'Ambiente (Arpa) hanno rilevato, nella prima quindicina di luglio, una concentrazione molto abbondante dell'alga Ostreopsis ovata, in particolare nelle acque di due località balneari, nel barese e nel brindisino. Si tratta di un organismo vegetale che è tossico per l'uomo. Dai dati dell'Arpa-Puglia, registrati negli anni passati, è nel mese di agosto che si prevede una intensificazione del fenomeno.


DI CHE COSA SI TRATTA

Il nome scientifico di quest'alga tossica è Ostreopsis ovata, ma comunemente viene identificata come "alga tossica": è un'alga tropicale che ha contaminato anche i fondali del Mediterraneo. Non si vede a occhio nudo, perché microscopica e vive sulle nostre alghe, in particolare quelle rosse e brune che si trovano nei fondali rocciosi, sotto costa, nei primi metri d’acqua dalla riva.

La stessa Arpa della Puglia avverte che questa pianta marina “predilige acque calme, calde e bene illuminate”. Nelle zone colpite, si sono registrate anche morie o sofferenze di stelle di mare, ricci, granchi, molluschi. Ci sono dei segnali visibili a occhio nudo che ci permettono di rilevare la presenza di quest’alga presenza: in superficie, schiuma e materiale gelatinoso; sott'acqua, pellicola bruna che riveste gli scogli e tutto quel che si trova sul fondo.


COME È ARRIVATA DA NOI L'ALGA TOSSICA

57130Come mai quest'alga tropicale è arrivata da noi? «Probabilmente è stata portata dalle grandi navi che salpano i mari tropicali. Nelle nostre acque poi ha trovato condizioni climatiche ottimali, visto che tutto il Mediterraneo si sta tropicalizzando, cioè l’acqua si sta riscaldando e stanno comparendo organismi vegetali e animali che non ci appartenevano”, ci spiega Luciano Schiazza, del servizio di Dermatologia, dell'Asl3 di Genova: città che affrontò le alghe tossiche per la prima volta nel 2005 (la foto qui sopra è proprio di quel periodo. Una persona raccoglie le alghe tossiche perché possano essere analizzate in laboratorio).


QUALI SINTOMI PROCURA

L'alga tossica è pericolosa al momento della fioritura, che avviene d'estate ed è facilitata dai picchi di caldo. «L’alga produce una tossina che, se presente in concentrazione elevata e se l'acqua ha un buon moto ondoso, può vaporizzarsi nell’aria. Il bagnante che la respira mostra da subito alcuni sintomi, variabili per intensità e quantità inalata. Sono: difficoltà di respirazione, bruciore agli occhi, tosse, febbricola; per i casi più gravi; nausea e vomito. Sintomi non specifici di una malattia, ma le persone si accorgono subito che c'è qualcosa che non va», dice Schiazza.


QUALI SONO I RIMEDI

La Arpa della Puglia raccomanda di:

  • evitare lo stazionamento lungo le coste rocciose durante le mareggiate;
  • limitare il consumo a scopo alimentare di organismi quali, ad esempio, i ricci di mare. Infatti i ricci brucano sulle alghe e potrebbero potenzialmente accumulare la tossina.

«Se le Asl segnalano la presenza dell'alga tossica, meglio non fare bagni», avverte il dottor Schiazza. «Chi è stato colpito - aggiunge l'esperto - viene trattato con specifici farmaci per i singoli sintomi evidenziati. L'effetto sull'uomo può durare per un giorno intero, anche due: tutto dipende dall'intensità dell'esposizione. Si tratta comunque di uno stato di infezione che passa da sé, non diventa cronica, ma regredisce da solo. I farmaci servono solo per alleviare eventuali malesseri della persona».

19 luglio 2016


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