Bere acqua

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Ogni mattina, appena sveglio, prima ancora di fare colazione, bevo almeno due bicchieri di acqua e, a quanto ho capito, non sono l’unico. Se guardiamo il numero delle acque in bottiglia vendute, ecco che noi italiani siamo la terza popolazione, dopo Messico e Thailandia, per consumo: ben 196 litri pro capite. Proprio perché ho un po’ di confusione su quanto sia giusto bere tanto, se possa far male, quando sia il caso di bere, quanto l’acqua in bottiglia sia sicura e quanto quella del rubinetto, ho deciso di approfondire un po’ la questione, facendomi aiutare dal dottor Gianni Zocchi, biologo, nutrizionista, specialista in Scienza dell’alimentazione a Firenze. Quali sono le funzioni dell’acqua sul nostro organismo? Ma quanta acqua è giusto bere nel corso di una giornata? Quando è meglio bere? Ci sono dei momenti migliori di altri? Ma dovremmo bere quando ne sentiamo il bisogno, quando ci viene sete? Anche bere troppo fa male? In condizioni normali ne espelliamo dai 2 ai 3 litri al giorno: il 70% tramite le urine, il 25% con la respirazione e il resto sudando. Ecco perché è così importante reintegrarla. Al massimo possiamo stare senza bere quattro giorni: un digiuno idrico di durata superiore è incompatibile con la vita.   Ho letto che esiste una vera e propria tossicità da acqua che, nei casi più gravi, mette a rischio la vita. Si verifica in presenza di uno squilibrio elettrolitico con importante iponatriemia, ovvero un abbassamento significativo del sodio, dovuta all’eccessiva diluizione provocata proprio dalla troppa acqua. Ma quindi come dobbiamo comportarci? Come abbiamo visto, noi italiani consumiamo moltissima acqua in bottiglia. Ma non tutte sono uguali, tra quelle in commercio. Ce ne sono alcune con più minerali, altre con meno. Quali scegliere? Dicono che in linea di massima la concentrazione ideale sia quella dell'oligominerale, cioè con un residuo fisso (è la misura che permette di identificare i sali disciolti) tra 50 e 500 microgrammi per litro, ancora meglio se compreso tra 200 e 300 mg: aiuta anche a ridurre l'acido urico in circolazione, quindi contribuisce a depurare l'organismo. Poi se date un’occhiata al supermercato, ci sono acque particolari, che si caratterizzano per la prevalenza  prevalente di un minerale, o di un altro, che le rende indicate per alcuni usi specifici, come aiuto: ad esempio le acque bicarbonate aiutano a digerire e facilitano il recupero da acidosi negli sportivi; quelle con una forte presenza di calcio sono utili contro l'ipertensione e per mantenere in salute lo scheletro, quindi contribuiscono alla prevenzione dell'osteoporosi; le ferruginose sono consigliate in caso di anemia da carenza di ferro; poi ci sono quelle ricche di sodio: controindicate negli ipertesi, sono consigliate agli sportivi, poiché influenzano positivamente l'eccitabilità neuromuscolare e reintegrano il sodio perso con la sudorazione. Tra i tanti benefici che comporta bere acqua, c’è ovviamente quello dell’eliminazione delle sostanze di scarto dal nostro organismo, grazie al lavoro dei reni. Qualcuno poi pensa che bere acqua faccia dimagrire, aiuti il metabolismo che serva anche a combattere la cellulite. E’ proprio così? Bere aiuta certamente anche l’attività fisica: ad esempio, un calo del 3% del peso corporeo dovuto a disidratazione e provocato dall'intensa sudorazione che accompagna la pratica sportiva comporta una riduzione della performance atletica fino al 25-30%. Questo fa capire quanto sia importante bere quando si fa attività fisica e non solo per favorire lo scatto e il recupero muscolare: l'acqua diluisce l'acido lattico, assicura la termoregolazione e stimola perfino la concentrazione; infatti, man mano che perdiamo liquidi cala anche la lucidità, dal momento che il cervello, per funzionare al meglio, necessita di una corretta e costante idratazione. Quindi in caso di sport, bere già prima degli allenamenti, oltre che dopo per recuperare i liquidi persi. Infine, meglio l’acqua del rubinetto o quella in bottiglia? Per quel che riguarda il gusto, dipende: le acque in bottiglia hanno sapori diversi in base alla presenza di sali e anidride carbonica. Quella del rubinetto, invece, a volte sa di cloro, usato eliminare per i germi, ma è comunque sicura perché è super controllata. Volendo possiamo conoscerne la composizione nel dettaglio, rivolgendosi alla Asl di appartenenza (è l’organismo che effettua le analisi) o al gestore idrico. Se invece parliamo di tutela dell’ambiente, non c’è dubbio che quella del rubinetto sia da preferire. L'acqua in bottiglia genera, infatti, ogni anno circa 200 mila tonnellate di plastica da smaltire e 220 mila kg di gas serra per il trasporto dalle sorgenti ai punti vendita.