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Come vivere la sessualità durante la gravidanza?

Spesso durante la gestazione, a causa di pregiudizi e false credenze, la sessualità è vissuta male



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I rapporti sessuali in gravidanza rimangono per molte coppie ancora un argomento tabù: talvolta per vergogna, la comunicazione più intima della coppia può venire meno, inoltre la donna gravida evita di parlarne con il proprio ginecologo, con ripercussioni negative anche nella vita quotidiana.

Durante una gravidanza fisiologica, in assenza di problematiche particolari, è possibile continuare ad avere rapporti intimi completi» spiega il Dottor Claudio Paganotti, ginecologo dell’Istituto Clinico Città di Brescia (Gruppo Ospedaliero San Donato).

Soprattutto durante il I trimestre di gravidanza, se contrassegnato da nausee, vomito e sbalzi di umore si può assistere a un calo del desiderio nella donna.

Durante una gravidanza fisiologica, in assenza di problematiche particolari, è possibile continuare ad avere rapporti intimi completi» spiega il Dottor Claudio Paganotti, ginecologo dell’Istituto Clinico Città di Brescia (Gruppo Ospedaliero San Donato).

Soprattutto durante il I trimestre di gravidanza, se contrassegnato da nausee, vomito e sbalzi di umore si può assistere a un calo del desiderio nella donna.

Nel II trimestre di gravidanza, grazie alla scomparsa dei malesseri che contraddistinguono i primi tre mesi, la sessualità è vissuta meglio e con più libertà dalle coppie grazie all’accettazione dell’idea di genitorialità e all’assenza, ancora, di un evidente ingombro fisico. Anzi la maggior vascolarizzazione degli organi genitali, di questo periodo della gravidanza, conduce a un aumento della lubrificazione vaginale e a un’accentuazione dell’orgasmo.

Nel III trimestre di gravidanza avere rapporti completi può diventare più difficile a causa dell’agitazione per l’approssimarsi del parto e al disagio che la donna vive con il proprio corpo, che non riconosce più come suo e che vede con imbarazzo a causa del pancione e del gonfiore, spesso diffuso a tutto il corpo.

«Il desiderio sessuale del partner di solito rimane invariato nei primi due trimestri di gravidanza, mentre subisce un calo negli ultimi tre mesi. Il timore di nuocere al feto è spesso presente nel partner» sostiene il Dottor Claudio Paganotti.


È sempre bene consultarsi con il proprio ginecologo per sapere se esistono controindicazioni all’attività sessuale durante il proprio percorso gestazionale.

In generale i rapporti sessuali sono sconsigliati in caso di precedenti minacce d’aborto o parti prematuri, se esiste il rischio di parto prematuro, se c’è un sanguinamento inspiegabile della vagina o una perdita di liquido amniotico, in presenza di feti multipli o di placenta previa (cioè se la placenta si trova in una posizione anomala rispetto a quella in cui si dovrebbe trovare ostacolando il passaggio del feto dal canale del parto). 

Esiste un’assoluta controindicazione al sesso: se uno dei due partner è affetto da un’infezione sessualmente trasmissibile, in tal caso esiste la seria e concreta possibilità di infettare il feto.

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