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Quanto è importante l’allattamento al seno nei primi 6 mesi di vita?

L’allattamento esclusivo al seno consente l’instaurarsi di un rapporto speciale fra mamma e bambino e rappresenta il miglior nutrimento possibile per il neonato.



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1)Il latte materno: non c’è niente di meglio

Il latte materno è l’alimento ideale per soddisfare completamente i bisogni del bambino fino al compimento del sesto mese: il neonato infatti è in grado di succhiare la quantità di latte di cui ha effettivamente bisogno, un atto che termina una volta sazio. Con il biberon invece c’è il rischio che, poiché è necessario meno sforzo per succhiare, il bambino beva più latte di quanto necessiti.

«Per il piccolo, il latte materno è un alimento ideale, tanto che addirittura si modifica nella composizione di nutrienti via via che le esigenze dell’organismo in crescita mutano –spiega il dottor Camillo Lovati, responsabile nido del Policlinico San Pietro – Basti pensare che la composizione del latte materno è differente se il piccolo nasce prematuro, o a seconda che il bambino abbia pochi giorni o alcuni mesi».

2)È sempre pronto e alla giusta temperatura

Sembra banale, ma il latte materno non necessita di alcun aggiustamento, dal momento che è disponibile, alla temperatura giusta, in qualsiasi momento della giornata. Inoltre, permette al neonato di entrare in contatto con innumerevoli sapori che, quando inizierà lo svezzamento, potranno risultargli già familiari.

3)Quali vantaggi per il bambino con l’allattamento esclusivo al seno?

Sono sempre più numerosi gli studi scientifici che evidenziano come l’allattamento esclusivo al seno almeno nei primi sei mesi di vita del bambino, abbassi le probabilità per il bambino di sviluppare allergie e obesità nella vita adulta. Secondo alcuni studi inoltre il latte materno abbasserebbe il rischio di contrarre infezioni urinarie, respiratorie e intestinali, aumentando nel contempo la possibilità che il bambino diventi uno scolaro diligente.  

«L’allattamento esclusivo al seno almeno nei primi sei mesi di vita – aggiunge il dottor Lovati – riduce, nell’adolescente e nell’adulto, il rischio di obesità (problematica che, come è noto, va crescendo in questi ultimi anni), diabete, sclerosi multipla, rettocolite ulcerosa, morbo di Crohn e malattie cardiovascolari. Inoltre facilita la relazione madre-bambino, favorendo altresì lo sviluppo psicomotorio e cognitivo del piccolo».

4)Vantaggi anche per la mamma

Ma allattare al seno il bambino risulta essere vantaggioso non solo per il piccolo, ma anche per la mamma: la suzione del bambino subito dopo la nascita infatti, stimola le contrazioni uterine che permettono all’utero di pulirsi e tornare alla sua forma normale, abbassa il rischio di osteoporosi dopo la menopausa, di cancro al seno e all’ovaio.

6)Aiuta a ritrovare la forma fisica più facilmente

Durante la gravidanza si aumenta di peso anche perché è necessario accumulare delle scorte adipose che poi vengono utilizzate nel periodo dell’allattamento, tanto che proprio l’allattamento consente di smaltire prima e meglio questi accumuli. Allattare è anche un ottimo modo per evitare la depressione post parto, poiché l’allattamento è un’esperienza profondamente appagante.

7)Chi allatta ha più probabilità di smettere di fumare

Uno studio scientifico recente ha evidenziato come le donne che riescono a smettere di fumare durante la gravidanza, nel caso in cui poi allattino hanno molte meno probabilità di ricominciare a farlo dopo il parto. Anzi addirittura, coloro che allattano avrebbero buone probabilità di smettere definitivamente con il fumo. Non allattare invece potrebbe spingere le ex fumatrici a ricominciare presto con il vizio, e a fumare più di quanto facessero prima della gestazione.

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