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Il piccolo ha il raffreddore? Niente farmaci

Sotto i 2 anni la terapia deve essere dolce, salvo alcune eccezioni. Ne abbiamo parlato con la pediatra



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Arriva dall’America, e precisamente da un’autorità come la FDA, il suggerimento più naturale ed efficace per curare il raffreddore dei bambini piccoli.

Secondo la Food and Drug Administration ai bambini sotto i 2 anni raffreddati non vanno somministrati farmaci da banco: il raffreddore sarà in grado di passare senza medicine in 1-2 settimane. Un’indicazione che, a prescindere dalla normale apprensione materna, potrebbe preoccupare oppure essere male interpretata. Eppure in realtà non esiste una terapia farmacologica che sia efficace e allo stesso tempo innocua per i più piccoli.

Per fugare ogni dubbio, ne abbiamo parlato con la dottoressa Carmela Travaglini, medico specialista in pediatria e pediatra di libera scelta presso l’USL Bologna Sud.

«Da un punto di vista medico, una semplice forma virale tende a risolversi da sola» – spiega la pediatra Travaglini. Come capire che il raffreddore del vostro pargolo è “semplice”? «Basta osservare la secrezione che fuoriesce dal nasino: se è trasparente e acquosa è sufficiente aiutare il bambino a mantenere libere le vie aeree con specifiche soluzioni saline che permetteranno di ridurre le possibili complicanze, come ad esempio le otiti» - rassicura la pediatra.

Se invece i sintomi di raffreddamento si fanno più complicati è il caso di alzare le antenne e portare il bambino dal pediatra. «Febbre oltre i 38 gradi, pianti improvvisi e frequenti prevalentemente di notte, tosse insistente anche durante il sonno, inappetenza marcata e prolungata, ridotta attività del bambino: sono queste le possibili complicanze che devono indurre i genitori a richiedere una consulenza pediatrica» - continua la dottoressa Travaglini.

Maggiore vigilanza inoltre è consigliata per i neonati sotto i 3 mesi: «Starnuti e difficoltà di respiro, pur essendo sintomi non pericolosi, da soli bastano a recarsi dal medico, che ne valuterà la reale entità ».

È importante che i genitori mantengano la calma e la tranquillità perché ogni intervento troppo invasivo potrebbe essere controproducente per la salute del bambino. «Nei raffreddori più “impegnativi”, il medico prescriverà rimedi omeopatici e fitoterapici fino a terapie farmacologiche e cortisoniche per le situazioni più serie». Gli antibiotici? «Saranno prescritti solo qualora il medico identifichi un’infezione batterica che si somma a quella virale».

Va ricordato infatti che il raffreddore è una forma virale che “sparisce” in 5/7 giorni grazie alle naturali difese dell’organismo. Ecco perché non è il caso di somministrare farmaci da banco, i cui effetti collaterali sono particolarmente pesanti sui bambini «Tanto più piccoli essi sono quanto più intossicante è l’azione dei farmaci. Questi devono essere somministrati quindi con estrema cautela evitando il fai da te, anche dopo il compimento del secondo anno. Il dosaggio sarà perciò personalizzato in rapporto al peso, età e intensità dei sintomi».

In assenza di complicanze gravi, è bene che le mamme utilizzino i rimedi naturali (omeopatici o fitoterapici) che sono in grado di migliorare le condizioni cliniche del bambino, ma soprattutto di risolvere il raffreddore in tempi più brevi.

Che fare per evitare che il raffreddore sopraggiunga a disturbare la quiete del bambino piccolo? «La migliore prevenzione è una corretta e sana alimentazione (riduzione significativa del consumo di carboidrati come merendine, caramelle, cioccolato, succhi di frutti, latte e formaggi freschi), in grado di rafforzare le difese immunitarie che scongiurino il rischio di ammalarsi».

Oltre ai suggerimenti di natura “organica”, non sono da sottovalutare quelli di ordine comportamentale. «È molto importante cercare di evitare gli stress anche psichici cui i bambini di tutte le età sono sottoposti per vari motivi: dai ritmi eccessivi a cui sono costretti dagli adulti al poco tempo dedicato alle loro esigenze. Senza dimenticare il controllo dell’abuso dei giochi elettronici, in virtù del salutare movimento fisico in cortile o al parco» - conclude la dottoressa Travaglini.

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