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Bambini: il fumo passivo favorisce l’obesità e peggiora il rendimento scolastico

I motivi per non fumare in presenza di bambini sono tanti. Ora se ne aggiungono altri due



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Foto: iStock


di Angelo Piemontese

Che il fumo passivo abbia gravi ripercussioni sulla salute dei bambini è ormai assodato. Ora si è scoperto che esistono ulteriori effetti deleteri: i ragazzi esposti al fumo di sigaretta sono infatti soggetti a un aumento dell’obesità e alla riduzione delle capacità cognitive. Lo afferma un nuovo studio condotto al Medical College dell’Università di Augusta (Georgia, Usa) e pubblicato sulla rivista Childhood Obesity: i ricercatori hanno esaminato 220 bambini sovrappeso o obesi di ambo i generi con età compresa tra i 7 e gli 11 anni e hanno osservato che la percentuale di grasso corporeo si è rivelata molto più elevata nei soggetti costretti a respirare il fumo passivo dei genitori.

In particolare questi ragazzi hanno mostrato una maggiore circonferenza del girovita e più grasso addominale rispetto ai coetanei non soggetti al fumo passivo, condizioni che aumentano il rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari e diabete. Già precedenti studi avevano dimostrato un legame tra fumo passivo e diabete di tipo 2 negli adulti. Il lavoro svolto al Medical College evidenzia che anche nei preadolescenti esiste questo rischio.

Non solo. I ricercatori hanno anche individuato un’associazione tra respirare fumo passivo e diminuzione delle facoltà intellettive dei bambini. “Tutti i ragazzi esposti a queste esalazioni non salutari hanno raggiunto punteggi molto bassi nei test cognitivi a cui sono stati sottoposti, indipendentemente dal loro peso corporeo o da altri fattori esterni” scrivono i ricercatori “e ciò si traduce in un peggiore rendimento scolastico: insomma, rischiano di diventare degli adulti con problemi di salute e che inoltre non potranno esprimere appieno il loro potenziale intellettivo”.

Durante lo studio sono state comparate le dichiarazioni sulle abitudini dei genitori (per esempio quanto fumavano in casa) con i livelli rilevati nel sangue di cotinina, un alcaloide del tabacco prodotto dal metabolismo della nicotina e usato proprio come biomarcatore per valutare l’esposizione al fumo attivo e passivo. Inoltre sono stati presi in considerazione, per avere dati più accurati, anche la frequenza dell’attività fisica dei bambini e la qualità del sonno. Dai risultati è emerso sorprendentemente che il fumo passivo non peggiora eventuali problemi respiratori o causa apnee notturne e russamenti, ma che influisce molto più rispetto alle disfunzioni metaboliche sull’accumulo di adipe addominale. “Gli effetti immediati del fumo passivo provocano un abbassamento del colesterolo HDL, quello buono, e un aumento di quello cattivo (LDL) e finora non abbiamo capito se questo processo sia reversibile” concludono gli studiosi.

15 febbraio 2016


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