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Quando portare tuo figlio dal pedagogista

Se noti che tuo figlio si esprime con difficoltà, temi che possa avere disturbi dell’apprendimento o ancora ti accorgi che sta vivendo male la scuola o la nascita di un fratellino, sentire il parere del pedagogista può essere utile

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di Barbara Gabrielli


Non è un insegnante, non è uno psicologo e neppure un logopedista. Eppure, il pedagogista è una figura professionale che può aiutare il tuo bambino a superare una difficoltà o a recuperare un disturbo dell'apprendimento. Ecco le situazioni in cui puoi rivolgerti a lui.

SE NON RIESCE A COMUNICARE BENE

«Sui bambini più piccoli, prima che vadano alle elementari, il lavoro del pedagogista ha una funzione preventiva, serve cioè a risolvere un problema prima che questo diventi importante», spiega Vania Rigoni, pedagogista a Firenze. «Per esempio, se a 5-6 anni il piccolo non riesce a comunicare bene, rischiando di isolarsi, oppure è uno di quei bimbi che tendono a sbattere contro le cose o non hanno una buona manualità, un incontro con il pedagogista, che gli farà fare giochi di finzione, con uso di filastrocche e attività di manipolazione, può essere molto utile».

SE STA VIVENDO UN MOMENTO CRITICO

La nascita di un fratellino, la separazione dei genitori, un lutto. Sono grandi cambiamenti per un bambino. E l'impatto di questi eventi si vede soprattutto sul rendimento scolastico. «La scuola è il luogo dove i bimbi vivono e si esprimono di più», spiega Rigoni. «Per questo se il piccolo diventa ribelle o aggressivo e il suo rendimento cala, il pedagogista può aiutarlo a esprimere il disagio, soprattutto attraverso le storie, e a ritrovare concentrazione e interesse nell'attività scolastica».

SE A SCUOLA FA FATICA AD APPRENDERE

Intorno alla seconda o terza elementare si possono manifestare i cosiddetti disturbi dell'apprendimento. «In questi casi il pedagogista interviene con esercizi di coordinazione fisica per affinare le capacità logico-matematiche o con giochi e letture coreografiche per stimolare il linguaggio» spiega l’esperta. «L'obiettivo è progettare una strategia di apprendimento adeguata al bambino per superare la sua difficoltà, magari in team con gli insegnanti e con altri specialisti, come il logopedista, lo psicoterapeuta e lo psicomotricista».


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