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Bambini e cibo: gli errori da evitare

Per paura o scarsa informazione i genitori adottano comportamenti alimentari sbagliati. Scopri cosa è meglio fare



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di Daniela Bavestrello

Me lo chiedono molte mamme: come faccio a convincerlo a mandare giù almeno qualche boccone? In questa domanda è racchiuso un intero
universo di paure, errori, informazioni sbagliate, unite alla percezione, spesso distorta, che si ha dell’alimentazione del proprio figlio.

I dati parlano chiaro: in Italia (basta guardare i report su salute.gov.it cliccando Okkio alla salute) circa 30 bambini di 8-9 anni su 100 sono in sovrappeso o obesi. Ma quasi un terzo dei genitori dei più cicciottelli pensa che i “piccoli” non mangino abbastanza.


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NON RIEMPIRLO DI CALORIE VUOTE

La prima cosa da fare è capire che cosa significa “mio figlio non mangia”. È davvero lui che rifiuta il cibo o sono io che desidero rimpinzarlo? Il timore che non si nutra in modo adeguato può indurre i genitori a mettere in atto comportamenti alimentari sbagliati: offrire al bambino bibite gasate e dolcificate oppure merende cariche di grassi e zuccheri significa esporlo (paradossalmente) al rischio della malnutrizione. Vale a dire un peso superiore alla norma, ma associato a carenze di vitamine e minerali.

Perciò, se durante il periodico controllo dal pediatra risulta che non è sottopeso (un problema che riguarda meno dell’1% di chi ha 8 anni), sforzati di abolire gli stuzzichini fuori pasto ed elimina dal frigo e dalla dispensa tutto ciò che serve solamente ad allontanare la tua paura di lasciarlo a pancia vuota.

E poi, niente ricatti tipo: “mangia se mi vuoi bene” o “ho fatto tanta fatica a preparare e tu lo sprechi”. Fai sì che il cibo mantenga la sua naturale funzione (quella di nutririre). Servirà anche a prevenire l’insorgere di eventuali disturbi dell’alimentazione durante l’adolescenza, quando il cibo (ingurgitato, rifiutato o vomitato) potrebbe trasformarsi in una vera e propria arma di scontro tra voi. 

DIFENDI LA SUA LIBERTÀ

Se parenti e amici insistono nel dirti che tuo figlio potrebbe-dovrebbe sforzarsi per mangiare un po’ di più, tu resisti! Questa potrebbe essere solo la prima di una serie di battaglie per difendere il diritto di tuo figlio di scegliersi la propria vita. È meglio che cominci ad allenarti.

Eventualmente puoi ricordare, a chi ti sta vicino ma anche a te stessa, che la diagnosi di sottopeso la fa il pediatra, con la bilancia, ma anche con il metro, per confrontare chili e altezza. E che poi conta molto l’osservazione del comportamento. Il bambino è allegro, vivace, curioso, si muove e salta, è socievole e attivo? Allora sta bene. Quello che mangia troppo poco o troppo male (e magari è pure sovrappeso) è sovente apatico, svogliato, stanco, passivo. 


STUZZICA LA SUA CURIOSITÀ A TAVOLA

Alcuni piccoli non vogliono mangiare cibi da noi considerati obbligatori, come la verdura o la frutta, per esempio. Non farne un dramma. Se non gli va il cavolfiore apprezzerà magari i piselli. Se detesta la banana, lasciagli assaggiare il kiwi. Prova a riscoprire anche la frutta secca o essiccata.

Insomma: sbizzarrisciti alla ricerca di cibi diversi, magari facendo un’incursione con lui nei profumi e nei colori dei mercati rionali: dove frutta, ortaggi e altre delizie naturali fanno bella mostra di sé. Per convincerlo ad assaggiare qualcosa di diverso, inoltre, fai in modo che non sia “nuovo” . Portalo in tavola spesso, senza pretendere nulla. Vedere gli altri che lo mangiano, che lo gradiscono e che ne chiedono ancora incuriosirà il bambino e forse, dopo qualche tempo, vorrà provarlo pure lui.


Lasciagli prendere una piccola porzione, nel suo piattino piccolo (perché non ha bisogno di smarrirsi dentro una scodella enorme), oppure regalagli un boccone direttamente dalla tua forchetta. Lo aiuterà a sentire che può scegliere, e che sta diventando grande.


Al contrario, continuare a preparare un menu a parte per chi è più svogliato a tavola non fa altro che sedimentare una convinzione sbagliata, “mangiare per me è un problema, lo sa anche la mamma”, che potrebbe prendere il posto del più normale e sano “non ne ho voglia”.

SCOPRI PERCHÉ HA CAMBIATO ABITUDINI

Ma ci sono anche volte in cui il bambino si rifiuta di mangiare, all’improvviso. Non fare nulla, aspetta pazientemente, senza sgridarlo o forzarlo, ma facendogli sentire il tuo affetto e la tua comprensione.
Non morirà di fame, non andrà incontro a carenze nutrizionali. Probabilmente nel giro di pochi giorni capirai che cosa sta accadendo. La sua mancanza di appetito potrebbe dipendere da un malanno in arrivo. O nascondere un disagio più profondo.

Cerca di risalire all’ultimo pasto tranquillo, a che cosa è accaduto nel frattempo, a dove e come il bambino ha passato il tempo. Probabilmente qualcosa lo ha spaventato, gli ha fatto male, lo ha disorientato o lo ha turbato profondamente. Può dipendere dall’aria di casa, che all’improvviso è diventata pesante, fatta di litigi a tavola e di musi lunghi. O forse dall’amichetta del cuore, che ha deciso di scegliersi altri compagni di giochi.


Tutte cose che possono sfociare nell’improvviso “no” al cibo. Non fare niente di speciale, continua a preparare le pietanze che gli piacciono di più, e poi prova a parlargli. Tieni presente che per i bambini quasi tutto si trasforma in mal di pancia. E il mal di pancia fa passare l’appetito! 

Sforzati di tradurre le sue emozioni e le sue paure in parole, in modo da allentare la tensione. Anche qualche massaggino delicato sull’addome può servire per aiutare il bambino a sfogarsi e a riprendere il suo piacere di vivere. E di mangiare… sebbene poco, come al solito!

L'AIUTO ARRIVA ANCHE CON INTERNET

Promosso dall’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, lo sportello telematico vuole dare una mano ai genitori di chi ha problemi con il cibo. Mamme e papà possono inviare il diario alimentare del piccolo all’indirizzo mail miofigliononmangia@opbg.net perché sia valutato da uno staff di nutrizionisti. L’iniziativa prevede anche un gruppo chiuso su Facebook nel quale le famiglie possono condividere le loro esperienze con i medici.

Infine, nel sito ospedalebambinogesu.it cercando “mio figlio non mangia” trovi un decalogo messo a punto dagli esperti dell’Unità operativa di educazione alimentare per fare scoprire a bambini e ragazzi nuovi sapori a tavola, senza paura.

Articolo pubblicato sul n.13 di Starbene in edicola dal 15/03/2016

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