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Mamme, cosa mangiare dopo il parto

Durante i nove mesi il tuo mantra è stato stile di vita e cibi sani. E ora che sei mamma cosa cambia? Con l’aiuto di un esperto ti diciamo l’alimentazione giusta da tenere



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di Silvia Calvi

Se i due pilastri della salute di mamma e bambino, durante i nove mesi, sono alimentazione equilibrata e stile di vita sano, cosa cambia dopo il parto? «Semplicemente, si deve "alzare l’asticella"» spiega Gianfranco Trapani, pediatra e nutrizionista, autore con la giornalista Silvia Calvi del libro La dieta dei primi 1000 giorni (Mondadori). «E, cioè, non solo continuare a fare attenzione alla qualità e alla varietà degli alimenti, ma anche modificare in meglio le abitudini di tutta la famiglia, in modo da prepararsi allo svezzamento del bambino, che io chiamo "alimentazione complementare insieme"».

Ecco allora, con i consigli del nostro esperto, alcune linee guida da tenere presente. Perché le mamme, dopo il parto, mangino bene e ancor meglio meglio del solito. 


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MANGIARE BENE PER STARE MEGLIO

La nutrigenomica è la scienza che studia i modi in cui il cibo può influenzare, in positivo o in negativo, la nostra salute. Cerchiamo allora prima di tutto di rispondere a questa domanda: perché ci ammaliamo? Perché proteine, enzimi e sostanze chimiche interferiscono con le informazioni del gene. In pratica: questo smette di dare le informazioni corrette alla cellula, e a sua volta questa inizia a funzionare male e, via via, si ammala. Ecco perché dobbiamo sempre portare a tavola i cibi giusti.

DI QUANTI GRASSI ABBIAMO BISOGNO?

In una dieta equilibrata i grassi dovrebbero occupare il 25%-30% dell’alimentazione quotidiana e dovrebbero soprattutto essere formati da acidi grassi essenziali. Si chiamano così quelli che l’organismo non è in grado di sintetizzare da solo e vanno introdotti con l’alimentazione.

Conosciuti anche come vitamina F o AGE, gli acidi grassi essenziali, in senso stretto, sono due e, cioè: acido linoleico e acido alfa-linoleico. A partire da queste due molecole il nostro organismo può produrre altri acidi grassi, appartenenti alla serie Omega-6 o alla famiglia Omega-3.

COME DEVE MANGIARE LA MAMMA CHE ALLATTA?

 Visto che nel primo anno di vita il piccolo si nutre prevalentemente con il latte materno, è importante che la mamma stia molto attenta alla sua dieta. Deve portare in tavola soprattutto frutta e verdura freschi (meglio se biologica), eviti le carni rosse (specialmente quelle provenienti da allevamenti intensivi e da animali trattati con antibiotici e ormoni), i dolci industriali e i cibi precotti, sterilizzati o elaborati e, quindi, ricchi  di sale, zucchero e grassi e poveri di nutrienti.

Facendo attenzione per prima alla dieta, la mamma favorisce la crescita della flora batterica buona nel suo bambino, comincia a condizionare in senso positivo il suo gusto (così, crescendo, il bambino non amerà solo i cosiddetti “cibi spazzatura”, rischiando di andare incontro a gravi malattie cardiovascolari).

C’È UNA DIETA MIGLIORE DELLE ALTRE?

Anni di studi e ricerche in tutto il mondo hanno ormai dimostrato che la dieta mediterranea è la più adatta per mantenersi in buona salute. Lo conferma uno studio condotto in Spagna per cinque anni (al 2006 al 2013), durante i quali sono stati osservati i comportamenti alimentari di un gruppo di bambini e ragazzi. I risultati? A una diminuzione del consumo di frutta, verdura e cereali del 32.9%, è corrisposto un aumento del consumo di carne rossa. Questo, associato a uno stile di vita più sedentario, ha portato all’obesità il 24,3 % della popolazione osservata.

L’ideale è consumare molta frutta e verdura, pesce, frutta secca, olio extravergine di oliva, poca carne bianca, pochissima carne rossa come pure salumi e formaggi. Questo, insieme a una regolare attività fisica, è la ricetta per stare bene a ogni età.

PERCHÉ LA VARIETÀ È IMPORTANTE?

Uno studio svolto all’Università americana dell’Oklahoma ha dimostrato che è il mix delle caratteristiche nutrizionali degli alimenti presenti nella dieta mediterranea ad avere un ruolo protettivo della salute, non i singoli componenti. In pratica: non basta l’olio di oliva, oppure il pesce, da solo, a proteggere il nostro corpo dalle malattie. Ma è l’insieme delle combinazioni possibili che possiamo creare durante un pasto. E questo vale anche per i bambini i quali, il più presto possibile, devono poter accedere a un’alimentazione varia e completa di tutti i nutrienti.

I SUCCHI E CENTRIFUGATI FANNO BENE?

Durante l’allattamento, un’alternativa all’acqua e alle tisane possono essere i centrifugati di frutta o verdura fatti in casa. Per realizzarli si possono usare centrifughe o estrattori che non alterano il contenuti di enzimi, vitamine, cellulosa, pectina e sali minerali. Sostanze molto utili anche per combattere la stitichezza.

L’importante è che siano preparati e consumati al momento, perché le vitamine si ossidano molto in fretta. Inoltre non bisogna mai associarli ai pasti perché hanno molte calorie e quindi alterano l’equilibrio nutrizionale. Infine, occhio all’igiene orale: dopo mezz’ora i succhi di frutta provocano una demineralizzazione dello smalto dentario. Quindi è molto importante lavarsi i denti subito dopo aver bevuto il succo o il centrifugato di frutta.

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