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Torna l’azalea della ricerca

Domenica 8 maggio i 25.000 volontari di AIRC distribuiranno nelle piazze italiane le tradizionali azalee. Un regalo per la Festa della Mamma e un gesto concreto a sostegno dei progetti di ricerca sui tumori femminili.



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Federica Panicucci (foto Salvo la Fata)

Negli ultimi 30 anni, la guaribilità media dei tumori è più che raddoppiata e per alcune forme –soprattutto per il tumore al seno – i tassi di guarigione sono saliti all’80%. A rendere il cancro una malattia sempre più curabile concorrono, da una parte, l’ingegno e la passione dei nostri ricercatori e dall’altra l’impegno delle associazioni che sostengono il loro lavoro.

Domenica 8 maggio, l’AIRC (associazione italiana per la ricerca sul cancro) offrirà 700 mila azalee nelle piazze italiane, per trasformarle in un sostegno concreto alla ricerca. Tutti potranno contribuire, acquistandone una, a fronte di una donazione di 15 euro.

Ma la giornata dell’azalea è anche un’opportunità per informare le donne sui progressi della ricerca, e su come prevenire i tumori a cui sono più esposte. Per questo insieme alle azalee sarà ditribuito l’opuscolo: “Tu e la ricerca unite contro il cancro – tutto quello che puoi fare per prevenire la malattia”.

Per trovare l’Azalea della Ricerca chiama il numero speciale 840 001 001 o visita il sito www.airc.it.

LE RICETTE DELLA SALUTE

E’ tra i 40 e i 50 anni che la donna giunge alla piena maturità. Ecco alcuni consigli dell’AIRC per prevenire i tumori femminili.

Gli appuntamenti

La visita ginecologica: anche a questa età vale la raccomandazione di fare visita al ginecologo una volta l’anno. Le irregolarità del ciclo mestruale possono essere normali dopo i 45 anni e costituire i segnali della futura menopausa, ma possono anche essere un allarme per eventuali patologie, molte delle quali si possono escludere con una semplice ecografia pelvica o transvaginale (in genere indicata, dopo i 45 anni, con cadenza biennale).

La visita senologica: dopo i 40 anni, la visita annuale del seno diventa un obbligo. È anche utile iniziare esami strumentali, come la mammografia e l’ecografia. In caso di
positività al test genetico per BRCA 1 e 2 è opportuna una risonanza magnetica annuale
(una tecnica ancora sperimentale) e un’ecografia semestrale.

Il Pap-test: se i risultati sono tutti normali, il tempo tra un Pap-test e l’altro può essere distanziato (fino a tre anni). Verso i 50, invece, l’esame può essere di nuovo ravvicinato,
su consiglio del medico, perché permette anche di valutare l’effetto delle alterazioni ormonali premenopausali sulla mucosa della vagina.

L’autopalpazione del seno: è una buona abitudine. Deve essere periodica, se possibile ogni mese dopo il periodo mestruale, ma non sostituisce il controllo del medico.
tra i 40 e i 50 anni.

Gli stili di vita

Il peso: mantenere il proprio peso forma dopo i 40 diventa indispensabile. Con
l’età, infatti, e con le gravidanze, il metabolismo tende a cambiare e a favorire l’accumulo di grasso. I tessuti grassi fungono da deposito per gli ormoni estrogeni, principali imputati nella comparsa di alcuni tipi di tumore.

Il sesso: il tumore della cervice uterina dipende nella stragrande maggioranza dei casi da un’infezione provocata dal virus del papilloma umano (HPV), che si trasmette attraverso i rapporti sessuali. Per evitare le malattie a trasmissione sessuale è bene proteggersi, con partner non fissi, con l’uso del preservativo. Questo vale anche per le donne vaccinate contro l’HPV, dal momento che vi sono altre infezioni a trasmissione sessuale che possono danneggiare seriamente la salute.

La dieta e il fumo: la dieta deve essere varia ed equilibrata e deve comprendere almeno cinque porzioni al giorno di frutta o verdura. Da contenere il consumo di proteine di origine
animale. Preferire l’olio d’oliva al burro, mentre i grassi (omega 3) protettivi possono provenire anche dal pesce (salmone e sardine). Il fumo è da evitare.

L’attività fisica: l’impegno minimo comprende almeno 30 minuti di camminata giornaliera. Dopo i 40 anni si consigliano in genere anche attività fi siche che mantengono elastiche ed
allenate le strutture articolari e muscolari, oltre ad addestrare l’equilibrio.

La gravidanza e l’allattamento: scomparso l’effetto protettivo delle gravidanze, non cambia l’effetto benefico dell’allattamento al seno su seno e ovaio.

Gli ormoni: la pillola contraccettiva (estroprogestinica) riduce il rischio di tumore dell’ovaio e dell’endometrio sul lungo periodo. Un discorso a parte merita invece l’uso degli ormoni nelle cure per l’infertilità, alle quali le donne sopra i 40 anni che desiderano un figlio devono ricorrere con sempre maggior frequenza. Gli studi in merito hanno dimostrato che il loro utilizzo aumenta, anche se di poco, il rischio di cancro dell’ovaio. Tuttavia l’effetto benefico della gravidanza andata a buon fine e dell’allattamento potrebbero compensare gli aspetti negativi.

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