Settimana della riduzione del sale, le 10 regole del pediatra

Quasi 3 bambini su 4 assumono ogni giorno una quantità di sodio superiore a quella massima raccomandata (400mg/die fino ai 12 mesi). Lo dimostrano le ultime ricerche effettuate nel Regno Unito. Eppure sarebbe sufficiente la dose naturalmente contenuta negli alimenti, senza nessuna ulteriore aggiunta



«Il sale è oggi un nemico della salute del bambino. – spiega Claudio Maffeis, Professore Associato di Pediatria all’Università di Verona – Spesso le mamme lo considerano un alleato per facilitare l’approccio del figlio ad un nuovo cibo o per stimolare il suo appetito, ma in realtà è dannoso per la sua salute, presente e futura». Come è stato evidenziato dalla Società Italiana di Pediatria e dalla Società Europea di Gastroenterologia e Nutrizione Pediatrica, esiste una relazione tra precoce esposizione al sale, sin dai primi anni di vita, e rischio di obesità e ipertensione nelle età successive. «Un bambino abituato ad eccedere le dosi consigliate di sodio è potenzialmente un adulto iperteso» – sottolinea Maffeis. Per invertire questa pericolosa tendenza bastano poche regole e la dieta mediterranea. Ecco le 10 regole della Settimana Mondiale per la Riduzione del Consumo di Sale che parte oggi, 11 marzo.

Le 10 regole scaccia sale in cucina

1. Distinguere sempre l’alimentazione del bambino da quella dell’adulto, offrendo al bambino i cibi giusti per ogni fase della sua crescita. Un alimento "insospettabile" ma con un contenuto di sale rilevante è per esempio il cereale per adulti.

2. Essere di esempio per il bambino e per tutta la famiglia nella scelta di cibi sani, iposodici o salati naturalmente.

3. Non aggiungere il sale nelle pappe e usare ingredienti a basso contenuto di sale per tutto il primo anno di vita e proseguire quanto più a lungo possibile.

4. Cuocere la pasta senza aggiungere il sale nell’acqua. In tal modo si risparmia un apporto di sale di circa 10 gr per litro di acqua.

5. Quando si assaggia la pappa non bisognerebbe affidarsi al proprio gusto di adulti per testarne la bontà, ma è meglio lasciare al bambino la possibilità di abituarsi ed apprezzare il gusto più naturale del cibo.

6. In caso mancasse il latte materno, prima dell’anno preferire i latti specifici in formula, adatti alle sue esigenze, evitando il latte vaccino. Il contenuto di sodio varia infatti molto tra latte umano (15mg/100ml), formula (in media 20mg/100ml) e latte vaccino (55 mg/100ml).

7. Usare aceto e limone come condimenti al posto del sale e, dopo i due anni, preferire aromi, spezie e erbe aromatiche.

8. Eliminare i cibi fritti e prediligere le cotture al cartoccio o al vapore che permettono di trattenere il sapore proprio degli alimenti, donando il naturale gusto alle preparazioni.

9. Puntare sulla fantasia: colori e varietà degli ingredienti "catturano" il gusto del bambino.

10. Scegliere materie prime o prodotti dedicati alla prima infanzia di ottima qualità, che garantiscono un sapore piacevole per il palato del bambino.