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Più in linea con il diario elettronico

Tenere un diario elettronico della dieta con messaggini di feedback del dietologo è molto meglio del classico diario cartaceo. Lo prova uno studio dell’Università di Pittsburg, in Pennsylvania



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Il vecchio consiglio dei dietologi di tenere un diario con gli alimenti assunti nel corso della giornata per ridurre i chili di troppo è sempre valido. Ma oggi il diario elettronico funziona meglio di quello cartaceo. Lo hanno provato i ricercatori dell’Università di Pittsburgh in Pennsylvania testandolo su alcuni adulti sovrappeso e obesi. Il diario elettronico è servito come un personal trainer cybernetico per non sgarrare. E i risultati sono stati evidenti.

Nello studio Smart (Self-Monitoring and recording with Technology) il campione di 210 persone di cui l’84% donne, è stato suddiviso in tre gruppi: chi ha usato un diario cartaceo, chi un dispositivo portatile elettronico senza feedback (senza interagire con gli esperti) e chi un dispositivo portatile con messaggini quotidiani che aiutavano a perdere peso. Questo terzo gruppo in alcuni casi ha ricevuto messaggi di risposta “su misura” relativi a dieta ed esercizio fisico da osservare.

Ne è emerso che chi usato il dispositivo high-tech ha anche ottenuto risultati migliori.

Chi è stato seguito ha avuto migliori riscontri in cinque fattori chiave per la perdita di peso: la frequenza delle sessioni di gruppo; il raggiungimento degli obiettivi calorici giornalieri; il rispetto dei limiti nel consumo quotidiano di grassi; il raggiungimento degli obiettivi di allenamento settimanali; e il monitoraggio di alimentazione ed esercizio fisico.

Ebbene, quelli che hanno usato il dispositivo high-tech hanno anche ottenuto risultati migliori. A sei mesi dall’inizio, grazie al diario elettronico e ai messaggini personalizzati, questi pazienti avevano perso peso più degli altri, ma a 24 mesi l’andamento era più o meno uguale, anche se per quelli seguiti con i messaggini il risultato è stato comunque leggermente migliore.

Secondo Lora Burke dell’Università di Pittsburgh l’esito della ricerca è positivo. Ma «col passare del tempo, l’adesione dei partecipanti è diminuita, in particolare nella fase finale. Questo tuttavia è accaduto prima e in misura maggiore nel gruppo sostenuto dal diario cartaceo».
Secondo la ricercatrice, l’idea è buona, ma va perfezionata con contatti più frequenti nella seconda parte del programma dimagrante, per evitare l’effetto yo-yo. Oggi la Burke sta conducendo uno studio simile utilizzando gli smartphone per tenere sott’occhio il rischio di ricadute.

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