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Internet, buon cibo, sport: i riti quotidiani anticrisi degli italiani

Cibo buono, ma anche salutare, e attività sportiva: sono queste due delle principali abitudini ripetute giorno per giorno dagli italiani. La ricerca



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Per gli italiani le piccole e piacevoli abitudini nella vita di ogni giorno contano molto. Da un’indagine condotta da AstraRicerche per conto dell’Osservatorio Yakult, gli abitanti del Belpaese sono uno dei popoli più ricchi al mondo in termini di piacevoli micro-riti. I numeri sono significativi: l’86% dei nostri connazionali, si dedica a tradizioni e abitudini in maniera intensa e articolata; inoltre, su 42 mini-riti quotidiani oggetto d’indagine, in media gli Italiani ne seguono circa 18.

LA CLASSIFICA DEI RITI QUOTIDIANI

In testa, troviamo l’uso di internet che costituisce una vera e propria abitudine per il 79,1% degli italiani, in particolare come strumento di informazione, finestra sul mondo e l’attualità.

Al secondo posto si conferma poi l’antica vocazione, tutta italiana, del cibo: l’alimentazione deve essere “buona” per il 72% degli intervistati e anche salutare per il 55%; il 44% degli italiani inoltre adora cucinare, anche se non regolarmente, e si registra un progressivo spostamento verso consumi sempre edonistici, ma ora attenti anche all’equilibrio e al benessere.

Seguono gli interessi culturali: il 67% di intervistati hanno il loro rito nel guardare film al cinema o alla televisione, al 64% ama godersi la propria musica preferita, leggere un libro (58%) o guardare il telegiornale (55%).

Emerge poi un nuovo appuntamento quotidiano – inedito nella storia del Belpaese – con l’attività fisica. Per il 58%, infatti, muoversi è un vero e proprio rito, non necessariamente tramite una vera e propria attività sportiva ma anche solo attraverso una passeggiata, una corsa, un po’ di palestra.

Infine rimane la nostra peculiare attenzione agli aspetti relazionali della vita. Ciò vale per la vita di coppia – per il 58% degli italiani è un rito passare del tempo con il partner, magari scambiandosi tenerezze – come per i momenti di aggregazione, in attività che coinvolgono gli amici (49%), i bambini/ragazzi (34%), gli anziani (27%), ecc.

LE MOTIVAZIONI

La prima è che le tradizioni hanno una funzione terapeutica: in una fase di grave e prolungata crisi economico-sociale, le abitudini svolgono un ruolo di sostegno, contribuendo a ridurre l’incertezza nei momenti negativi e di instabilità. La continua ripetizione di piccole esperienze gradevoli che ritmano le giornate sottrae molte persone alla sensazione di totale perdita di controllo, le aiuta a combattere lo stress e “a vivere meglio anche nei momenti di difficoltà” (71%).

La seconda motivazione ha a che fare con la loro funzione di portare felicità: il 58% del campione afferma che i piccoli riti quotidiani “rendono la vita meritevole di essere vissuta” e costituiscono il sale dell’esistenza.

Un’altra motivazione è poi l’accessibilità: i piccoli riti quotidiani, proprio in quanto piccoli, spesso non implicano alcuna spesa o costano pochissimo, il che è naturalmente un grande vantaggio in un’era di contrazione dei redditi e dei risparmi.

Infine, oltre due milioni di adulti giudicano “una vera e propria arte nazionale” il nostro impegno plurisecolare a scandire le giornate con micro-tradizioni spesso allegre e in generale prive di ogni seriosità. È infatti così che la capacità, tipicamente italiana, di “sdrammatizzare” nei momenti di difficoltà diventa una preziosa risorsa.

IL PROFILO PSICOLOGICO

In generale, coloro che manifestano un ampio coinvolgimento in numerosi piccoli riti quotidiani sono persone allegre, estroverse, ottimiste e con forti valori e ideali. Questi individui hanno buona stima di se stessi, sono spesso dei leader, innovatori e capaci di dettare mode e tendenze.
Il segreto che sembra svelare questo profilo è che amare e coltivare piacevoli riti quotidiani è strettamente correlato al grado di soddisfazione per la propria vita: più si è realizzati e soddisfatti della propria esistenza, maggiore sarà la capacità di sapersi coccolare e di godere dei piccoli piaceri della vita di ogni giorno.

La vera buona notizia è che dall’indagine emerge che i nostri connazionali non sono orientati solo verso riti puramente edonistici, ma anche verso ciò che fa bene davvero. I nostri connazionali sembrano aver capito che la salute passa anche, e soprattutto, attraverso ciò che mangiamo e a come ci muoviamo e che con una maggiore attenzione e piccoli gesti quotidiani si può stare e vivere meglio.

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