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Il fumo in spiaggia inquina più del traffico in città

Anche a pochi metri di distanza, il fumo di sigaretta fa respirare un’aria due volte più inquinata che in una giornata di traffico in città. L’allarme lanciato dagli esperti dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano in occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco



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Un esperimento svolto dagli esperti dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano sulle spiagge di Vada, località balneare in provincia di Livorno, ha dimostrato che nel raggio di 5 metri sottovento da un bagnante che fuma, aumentano di 7 volte rispetto ai valori normali le sostanze tossiche presenti nell’aria, causate dalla combustione del tabacco. Stare a 5 metri di distanza dal fumo prodotto da due sigarette fa respirare un’aria che è due volte più inquinata che nel traffico in città.
I dati sono stati illustrati all’Istituto Nazionale dei Tumori, in occasione della giornata mondiale senza tabacco, con la proiezione in video dell’esperimento svolto a Vada e una simulazione fatta nel cortile dell’Istituto simulando il contesto di una spiaggia.

«È stato dimostrato che, oltre al problema ambientale causato dai mozziconi di sigaretta, fumare in spiaggia pone un problema di salute legato al fumo passivo – ha spiegato Roberto Boffi, responsabile del Centro Antifumo dell’Istituto Nazionale dei Tumori – In generale diventa sempre più urgente pensare a nuovi spazi smoke free per i cittadini, anche per i fumatori». All’iniziativa, cui hanno partecipato 300 studenti di scuole lombarde, è intervenuto anche Pasqualino Codognotto, il sindaco di Bibione, la prima località balneare italiana ad aver previsto spiagge col divieto di fumo.

Un fumatore su tre ha detto addio alle sigarette con l’aiuto del farmacista – Per l’occasione sono stati anche presentati i risultati di un progetto pilota svolto dagli esperti del Centro Antifumo dell’Istituto in collaborazione con 6 farmacie comunali milanesi del Gruppo Admenta. Sui 216 fumatori rivoltisi a una delle farmacie coinvolte – forti fumatori affetti da una (40%) o più (25%) patologie legate al fumo che nel 70% dei casi avevano già provato a smettere di fumare senza successo – circa uno su tre (il 28%) ha definitivamente smesso di fumare.

La prevenzione nelle scuole aiuta a ridurre il numero di fumatori - E’ stata illustrata un’indagine realizzata dalla Cochrane Collaboration (progetto internazionale no-profit nato con lo scopo di raccogliere, valutare e diffondere le informazioni relative all’efficacia
degli interventi sanitari) sulla prevenzione del tabagismo nelle scuole. Analizzando i dati di 134 studi, condotti in 25 diversi Paesi coinvolgendo quasi 500mila studenti fra i 5 e i 18 anni, è stato dimostrato che intervenire nelle scuole prima che i ragazzi inizino a fumare serve a ridurre l’incidenza del tabagismo. Tra gli studi considerati anche quello condotto tra il 2006 e il 2007 nelle scuole toscane dalla struttura di Riabilitazione Respiratoria Auxilium Vitae di Volterra, dal Centro Antifumo dell’Istituto Nazionale dei Tumori e dal Dipartimento Universitario Cardio-Toracico di Pisa. Il lavoro ha dimostrato l’efficacia di programmi di prevenzione che coinvolgono personaggi dello spettacolo e dello sport popolari fra i ragazzi: tra gli studenti che avevano seguito un programma di prevenzione solo il 4% aveva poi iniziato a fumare.

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