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Femminicidio e stalking, il giro di vite del governo

Arresto obbligatorio in flagranza di maltrattamento familiare e stalking, mandato alle forze di polizia di tenere fuori casa e impedendo che si riavvicini il coniuge violento, permesso di soggiorno per motivi umanitari agli stranieri che subiscono violenze. Sono alcuni dei punti del decreto contro il femminicidio e lo stalking, approvato dal governo



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Ecco alcuni dei punti principali del decreto.

Le norme approvate dal Consiglio dei ministri hanno tre obiettivi: prevenire la violenza di genere, punirla in modo certo e proteggere le vittime per impedire che il coniuge violento arrivi ad uccidere il partner. Per evitare poi che le donne, per proteggere i figli, ritirino la querela nei confronti del marito/compagno violento, adesso la querela diventa irrevocabile.

Le vittime hanno il patrocinio gratuito, cioè sono assistite gratuitamente da un avvocato, indipendentemente dal loro reddito. In più devono essere continuamente informate su come sta andando il processo. Inoltre, se nel procedimento è prevista la testimonianza di un minorenne o di un maggiorenne vulnerabile, questa persona sarà protetta dalle forze dell’ordine.

Chi è testimone di una violenza, come un vicino di casa che sente nell’appartamento di fianco che un uomo sta picchiando la moglie, può telefonare alla polizia e fornire tranquillamente il proprio nome perché gli verrà garantito l’anonimato. Le forze dell’ordine possono intervenire anche dopo una telefonata di denuncia di questo tipo. Se alla violenza assiste un minorenne, se ad esercitare la violenza è un coniuge, ex coniuge o un compagno anche se non convivente, la pena è aumentata di un terzo.

Il decreto punisce severamente anche il “cyberbullismo”, cioè il bullismo via internet.

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