A A

Diana Walton: «Con la Zumba ho sconfitto il cancro»

La Zumba® non è solo un nuovo genere di fitness allegro e divertente. Per alcune persone è servita persino a sconfiggere la malattia. Diana Walton, istruttrice americana, è una di queste. E ora si dedica al volontariato per aiutare gli altri a farcela come lei. Francesca Pietra, caporedattore di Starbene, l’ha intervistata



0


Ciao Diana, puoi darci alcune informazioni su di te? Quanti anni hai? Sei sposata? Hai figli?Mi chiamo Diana Walton, ho 41 anni e da 20 sono sposata con un incredibile militare dell’esercito americano. Abbiamo due figli maschi teenagers.

A che età hai scoperto di avere il cancro al seno? Lavoravi già come istruttrice di Zumba® o hai scoperto la Zumba® dopo la malattia?
Scoprii di avere il cancro al seno nel 2009, a 37 anni, quando la malattia stava diffondendosi rapidamente. Ero già istruttrice di Zumba® e, all’epoca, la mia vita cambiò di colpo. Dovetti sospendere le lezioni perché le chemio e radioterapie alla quali mi sottoposi mi toglievano le energie per insegnare.

Come ti ha aiutato la Zumba®? Hai conosciuto altre donne che hanno fatto la tua stessa esperienza? Qual è la reazione più frequente quando dici alle altre donne che hai avuto il cancro?Sapevo che sarei tornata prima di quanto pensassi, così ho mandato video delle mie lezioni ai miei allievi e ho fatto in modo che i miei amici istruttori spiegassero che io ero ancora parte della classe. Prima di ammalarmi non aveva mai chiesto se c’era qualcuna nei corsi sopravvissuta al cancro al seno. Ma dopo mi accorsi che il cancro non si può vedere ma puoi solo viverlo e sentirlo. Oggi, prima di ogni lezione lo chiedo e dico a tutti che io stessa sono una sopravvissuta. Se solo lo avessi fatto prima, mi sarei resa conto che ci sono tante altre persone come me e che mi vedono come un esempio da seguire. Le persone restano incredule quando comunico loro che ho avuto il cancro ma anche l’energia e la volontà di vivere questo tipo di vita. Ai miei allievi spiego che vado in giro con una protesi e che la vita non è una promessa. Che devono vivere e ballare come se non ci fosse un domani.

Perché hai deciso di partecipare alla manifestazione di beneficenza Zumbathon® Party in Pink?Partecipo a tutte le iniziative possibili per la sensibilizzazione nei confronti del cancro al seno. Per esempio, ogni anno qui alle Hawaii sono l’istruttrice che guida il riscaldamento prima della corsa dello Zumbathon® e la mia immagine appare sui cartelloni per promuovere l’iniziativa.

Come sei diventata l’avatar del videogame Zumba® Fitness Core?
Quando la società Zumba® mi offrì di partecipare al videogame non credevo alle mie orecchie. Ma so che Dio ha un progetto per me. Credo che tutto sia partito dal fatto che a me piace aiutare gli altri senza aspettarmi niente in cambio. E i selezionatori apprezzarono proprio questo aspetto del mio carattere.

Qual è il messaggio che vuoi trasmettere alle altre donne tramite questo videogame? Pensi che possa essere utile per una donna identificarsi con l’avatar di una persona che ha vissuto l’esperienza del cancro al seno?
Ciò che vorrei che la gente conservasse della mia esperienza è che non importa chi tu sia, ma che nella vita chiunque può raggiungere qualsiasi obiettivo. Poi, dietro a tutti questi avatar c’è una persona che ama, sogna e spera. Io sono sopravvissuta al cancro al seno e se l’ho fatto io, lo potete fare anche voi. Ciò che la Zumba® ha fatto in questo caso è molto di più della vita. Ci ha insegnato che, tramite la musica, la perseveranza e la forza, possiamo muovere le montagne e dare speranza agli altri.  

Leggi anche: Zumba, muovetevi per una buona causa con gli avatar di 5 istruttori “speciali”

Pubblica un commento