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Dal medico di famiglia ci aspettiamo di più

Deve saper fare “tutto”, ma a volte fa troppo poco. Ecco quello che puoi pretendere da lui. Altrimenti…



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Bocciato no, ma neanche promosso. Secondo i dati dell’ultimo Rapporto PIT
salute di Cittadinanzattiva, il medico di famiglia è l’oggetto di buona
parte delle lamentele effettuate al Tribunale per i diritti del malato.
«Con il 16,2% delle segnalazioni dedicate, i cittadini ci dicono che sono proprio i medici di famiglia a non orientarli nelle scelte di salute e a non fornire le necessarie risposte, per esempio su strutture e servizi
esistenti e sulle modalità di accesso», rivela Valeria Fava, consulente
Progetto Integrato Salute di Cittadinanzattiva. Peccato, visto che,
secondo il Censis, per il 55,6% degli Italiani il medico di famiglia resta
la principale fonte di informazione sui temi della salute, persino prima
di Internet. «Tanti cittadini, attraverso le loro segnalazioni, ci
restituiscono un’immagine del medico di famiglia come poco collaborativo e
disposto a dedicare tempo e dare informazioni, distante da quel
fondamentale ruolo di prima interfaccia con il mondo della Sanità. Altre
lamentele riguardano la poca disponibilità alle visite domiciliari e la
difficoltà a ottenere prescrizioni di farmaci ed esami: a volte, però, si
tratta di segnalazioni che nascono dalla scarsa conoscenza di quello che è
davvero tenuto a fare», dice Fava.

Le visite a domicilio

Gran parte dell’attività del medico di famiglia è gratuita: visita medica
ambulatoriale, prescrizione dei farmaci, ma anche di presidi medici,
siringhe e altri prodotti, richiesta di visite specialistiche, analisi
cliniche ed esami diagnostici, proposte di ricovero e di cure termali.
«Siamo tenuti anche a effettuare visite mediche a domicilio in giornata se
sono richieste entro le 10 del mattino, oppure entro le 12 del giorno
dopo, e dobbiamo farle gratuitamente», sottolinea Ovidio Brignoli,
vicepresidente della Società Italiana di Medicina Generale
. «Però può
sempre succedere che sia costretto a dire di no per cause di forza
maggiore, se i pazienti che lo richiedono in quel giorno sono troppi, ma
non deve essere la regola e deve spiegarti il perché», aggiunge Valeria
Fava. Sempre gratuitamente, ti deve fornire i certificati di malattia e
riammissione a scuola e i certificati di idoneità sportività per attività
non agonistiche scolastiche. Sono invece a pagamento i certificati di
invalidità civile o di infortunio sul lavoro e quelli di idoneità sportiva
non agonistica al di fuori della scuola. Devi pagare anche visite
ambulatoriali (15 euro) o domiciliari (25 euro) se ti rivolgi a un medico
di base che non sia quello al quale sei iscritta.

I suoi orari (e il sabato)

Controlla gli orari di ambulatorio del tuo medico (li deve esporre): deve
essere aperto almeno 5 giorni a settimana, per non meno di 5 ore se il
medico ha meno di 500 assistiti e di 15 ore settimanali se ha 1500
assistiti (è il numero massimo), tra le 8 e le 20 nei giorni feriali e tra
le 8 e le 10 nei prefestivi. È obbligato a lavorare di lunedì, non di
sabato mattina, ma ci sono medici che liberamente scelgono di farlo, anche
per venire incontro alle esigenze dei lavoratori. In ogni caso di sabato
puoi chiamarlo, entro le 10, per una visita domiciliare, che è tenuto a
fare nell’arco della giornata, insieme alle visite richieste dopo le 12
del venerdì.

Se vieni ricoverata

In caso di ricovero in ospedale, il tuo medico dovrebbe (ma non è obbligato
a farlo) venire a farti visita o, perlomeno, parlare con gli specialisti,
soprattutto se tu o i tuoi parenti avete dei dubbi sulle cure. «In
Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Veneto ogni volta che una persona
viene ricoverata, attraverso una rete informatizzata, viene subito
informato il medico di base, e questo dovrebbe incentivarlo a contattare i
medici ospedalieri, capire il perché del ricovero, fare visita al malato»
spiega il dottor Ovidio Brignoli. «In ogni caso deve leggere con te la
lettera di dimissioni, discutere la terapia, aggiornare la cartella
clinica. Sempre».

Piccoli-grandi aiuti

Il tuo medico toglie i tappi di cerume, medica ferite superficiali, rimuove
punti di sutura e medicazioni ospedaliere? Se sì, è un punto a suo favore
(e lo deve fare gratuitamente). «Sono tutti esempi di prestazioni
professionali che non è tenuto a fare, ma che può scegliere di svolgere.
Per questi servizi, viene pagato direttamente dalla Asl», osserva
Brignoli. Spetta poi al medico di base attivare un servizio di assistenza
domiciliare programmata, per tutti quei pazienti che hanno bisogno di un
controllo costante ma non possono raggiungere l’ambulatorio perché non
possono camminare né esservi trasportati (per esempio per un ictus): in
pratica organizza un programma di visite a domicilio periodiche. A te non
costa nulla, perché il medico viene pagato dalla Asl. Se prevede il
coinvolgimento di più figure mediche (come il fisioterapista o
l’infermiere), lui farà da supervisore.

Le domande per toglierti ogni dubbio

● Perché non è meglio andare direttamente dallo specialista? «Perché lo
specialista si preoccupa di trattare questo o quel sintomo che ti
riguarda, in modo approfondito e di alto livello, ma a compartimenti
stagni. Invece è il medico di famiglia a conoscerti davvero, perché ha la
tua scheda sanitaria e la aggiorna con tutte le informazioni sulla tua
salute, la tua storia clinica, problemi passati e presenti,
caratteristiche fisiche e psicologiche. Se non lo fa non è un buon medico
e devi cambiarlo, ma non semplicemente “scavalcarlo”, perché nessun
specialista potrà mai sostituirlo in questo», spiega Brignoli.

● Quando posso fidarmi delle sue decisioni? Quando te le spiega e le motiva in maniera precisa, e quando ascolta i tuoi
dubbi e cerca di chiarirli. «Se ogni volta ti rimanda a qualcun altro e
non si assume responsabilità, se non ti coinvolge nella cura, non ti
informa né ascolta, se non ti visita ma si limita a compilare carte,
cambialo», aggiunge il dottor Brignoli.

● Posso andare direttamente al Pronto soccorso? «Si deve, se è un’emergenza, cioè si rischia di morire, per esempio se si sospetta un infarto o un ictus. Noi medici di base non possiamo gestirla. In questi casi va chiamato il 118», ricorda Brignoli. «Ma possiamo occuparci delle urgenze, cioè di quei problemi acuti che però non compromettono la vita, come una colica renale».

● E se non c’è, da chi vado? Se è in vacanza o comunque assente per più di tre giorni, è il medico stesso a nominare un sostituto che ti seguirà negli stessi orari dell’ambulatorio.

Non va? Ecco come cambiarlo

Cercane uno nuovo nelle liste dei medici disponibili nella tua zona, presso la Asl. Non ci sono limiti di cambio.

All’Asl fatti dare tutte le info sul nuovo medico e vai a fare una visita di prova per testarlo.

Ha passato il test? Vai allo sportello Scelta e Revoca: lì potrai comunicare
il nome del prescelto.

Ti servono questi documenti: codice fiscale, tessera sanitaria e certificato di residenza.

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