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Cosa farebbe e cosa proverebbe un uomo nei panni di una donna?

La risposta in un cortometraggio francese apparso pochi giorni fa su Youtube…



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di Cristina Merlino, direttore di Starbene

La risposta l’ho trovata in un cortometraggio francese apparso pochi giorni fa su Youtube (Oppressed majority di Eléonore Pourriat) cliccato da oltre 2 milioni di persone. È una giornata del signor Pierre, casalingo con figlio, alle prese con luoghi comuni, situazioni al limite del trash, ma anche dolorose esperienze (viene molestato da un gruppo di teppiste). Vive in un mondo dominato da donne maschilizzate o (se si cambia punto di vista) in un mondo dove i più deboli (nella realtà attuale: donne, bambini e anziani) subiscono quotidianamente le violenze verbali e fisiche dei più “forti”. Dove il rispetto, sia nel video sia nella realtà, non esiste più.

Allora, mi sono immaginata un video diverso per l’8 marzo, dove ciascuno di noi prova a indossare per un giorno i panni di un altro: il medico quelli di un paziente, l’infermiera quelli un anziano parcheggiato in un pronto soccorso (date un’occhiata al servizio a pag. 75 del numero di Starbene di marzo). Ma anche il giornalista nei panni dell’intervistato! E viceversa, per comprendere meglio il valore e gli effetti delle proprie azioni. Sarebbe di sicuro interessante, di certo educativo…

Sempre made in Francia, ho trovato sul web una notizia entusiasmante sulle cinquantenni di oggi: si dichiarano ribelli (1 su 3), hanno un alto tasso di autostima (il 70%), si sentono belle e sexy (il 48%) o si piacciono così come sono. Ma soprattutto si sentono decisamente più felici di quando avevano vent’anni. Evviva! Le Quinq’ados (ossia le adolescenti cinquantenni), come le chiamano Oltralpe, non hanno paura di rischiare e di mettersi alla prova, se ne fregano del giudizio degli altri e soprattutto vogliono recuperare spazi per se stesse che avevano immolato negli anni precedenti alla crescita dei figli e alla carriera. Quindi, care lettrici, seguo subito l’esempio delle francesi, forse perché sono entrata da pochi giorni nella generazione 5.0, “ritirando” fuori il mio lato adolescenziale positivo, creativo e “leggero” (magari torno riccia). Quello mugugnoso-umorale-lamentoso ce l’ha già mia figlia!

Il video del cortometraggio Oppressed majority:

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