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Camminare ti allunga la vita

Una passeggiata veloce di un’ora al giorno può dimezzare gli effetti della predisposizione ereditaria all’obesità. Inoltre allontana i rischi di problemi cardiocircolatori e di calo di memoria nella terza età.



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Se in famiglia si tende ad avere chili di troppo, camminare può essere un vero toccasana. Una passeggiata veloce quotidiana di un’ora può dimezzare gli effetti della predisposizione ereditaria all’obesità. Al contrario, se si adotta anche uno stile di vita sedentario, con 4 ore di TV al giorno, il rischio di un aumento di peso patologico è amplificato del 50%.

La prova viene da uno studio di Qibin Qi della Harvard School of Public Health di Boston che ha testato le abitudini di 7740 donne e 4564 uomini con una trentina di geni che rivelano la predisposizione familiare al sovrappeso. Chi aveva adottato abitudini sane di movimento come il walking quotidiano, pur avendo familiarità al grasso corporeo, ha mostrato di dimagrire e di aver migliorato le proprie condizioni fisiche.

Un’altra ricerca del Boston Medical Center ha rivelato che, chi si muove con un passo spedito nel corso di tutta l’età adulta, in vecchiaia avrà minori probabilità di disturbi cardiaci e neurologici. In pratica, la camminata veloce fa dimagrire, rassoda gambe, cosce e glutei, allena l’apparato cardiorespiratorio, la mente e, di conseguenza, allunga la vita.

I ricercatori hanno osservato 2.400 persone sane, buoni camminatori, di età media di 62 anni, per 11 anni e ne hanno valutato malattie e riflessi. Hanno scoperto che solo il 3% del campione aveva sofferto di un infarto o di problemi neurologici gravi. Chi aveva mantenuto negli anni la forza nelle mani sarebbe stato esposto a un rischio minore del 42% di soffrire di ischemie transitorie o infarti. infine, coloro che avevano ridotto l’andatura hanno evidenziato da anziani risultati scadenti nei test di memoria e di linguaggio e nella velocità del prendere decisioni anche semplici.

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