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Bibite zuccherate, in Italia non c’è abuso

Il consumo medio è di 2 lattine alla settimana, molto meno delle quantità allarmanti americane. Parola di Andrea Poli, Direttore Scientifico di Nutrition Foundation of Italy



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In Francia le hanno tassate, negli Usa sono da anni sul banco degli imputati quali cause di obesità nei giovani. In realtà da noi le cose sembrano andare un po’ meglio: il consumo di “bibite gassate a zucchero aggiunto” è nel complesso moderato, almeno stando ai dati dello studio LIZ, una ricerca condotta da Nutrition Foundation of Italy (NFI) in collaborazione con i medici di medicina generale della SIMG.

“Poco più dell’1% delle calorie quotidiane deriva dalle bibite gassate, il cui consumo medio è rispettivamente di 70 ml al giorno negli uomini e di 60 nelle donne – ricorda Andrea Poli, Direttore Scientifico di NFI -. Questo significa in media 2 lattine alla settimana; molto lontani dai valori che di cui sentiamo parlare negli Stati Uniti”.

D’altra parte, accanto al dato negativo di un insufficiente apporto di liquidi, nettamente inferiore a quello raccomandato in tutte le fasce di popolazione e in entrambi i sessi, dallo studio emerge come gli italiani siano morigerati nel consumo di zuccheri, con un apporto quotidiano rispettivamente di 68 grammi nell’uomo e di 66 nella donna. “Ben al di sotto della soglia limite indicata dai LARN (livelli di assunzione raccomandati di nutrienti) che suggeriscono di non superare il 15% delle calorie giornaliere” sottolinea l’esperto.

Dottor Franco Marchetti, Medico di famiglia a Milano

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