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Muay Thai, un’arte marziale nobile e antica

La Muay Thai, conosciuta anche come boxe thailandese o Arte delle otto armi, è un’arte marziale fortemente radicata alla storia e alla tradizione



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La Muay Thai è un’arte marziale molto antica, proveniente dall’antico regno del Siam, nome con cui venne chiamata la Thailandia fino al 1939 e che, nel XVIII secolo, comprendeva anche parte della Cambogia, del Laos e della Birmania.

«La Muay Thai è uno degli stili più efficaci e completi che esistano: si utilizzano infatti pugni, gomitate, ginocchiate e calci, motivo per cui peraltro viene denominata l’Arte delle otto armi – spiega Gianluca Colonnese, Direttore Tecnico Regionale Lazio della FIKBMS-CONI, la Federazione Italiana Kickboxing Muay Thai Savate Shoot Boxe – In origine quest’arte marziale veniva chiamata solo Muay, che in thailandese vuol dire “combattimento”».


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Elaborata oltre 2.300 anni fa, per consentire ai combattenti thai di difendere il sovrano da ogni tipo di minaccia ed arrivare, se necessario, ad uccidere a mani nude anche assalitori armati, il primo importante avvenimento legato alla Muay Thai risale al 1774, quando il guerriero Nai Khanom Dton riuscì a difendersi contemporaneamente da dieci combattenti burmesi.

Per il suo coraggio ed il suo valore, non solo Nai Khanom Dton guadagnò la possibilità di avere in sposa due bellissime donne, ma inoltre, da allora, la Thailandia festeggia ogni 17 marzo tutti i boxer.

Dal 1977 poi, la disciplina ha iniziato a diffondersi anche in Occidente.

Ma esistono dei requisiti essenziali per dedicarsi alla Muay Thai?

«Per praticare questa disciplina è richiesta una grande passione e tanta forza di volontà – risponde Gianluca – La Muay Thai infatti è un'Arte Marziale che può essere praticata da tutti, dal momento che può risultare, nonostante non sia prettamente il suo scopo, un valido aiuto per tutte quelle persone che vogliono seguire un percorso di difesa personale».

D’altro canto «una sessione di allenamento di un atleta professionista è molto dura sia a livello fisico che mentale: un Fighter (in lingua thai Nak Su) infatti si allena due volte al giorno, la mattina ed il pomeriggio, con sedute di allenamento della durata di due ore ciascuna».

Nonostante sia una disciplina adatta a tutti però, Gianluca consiglia «di iniziare per gradi, ascoltando il proprio fisico ed evitando di eccedere. L'importante poi è rivolgersi sempre a scuole serie, con maestri competenti e soprattutto che insegnino la vera Muay Thai».

«In Italia infatti spesso ci si imbatte in scuole che professano di impartire la Muay Thai – prosegue Gianluca – ed invece finiscono per proporre altre discipline, come il k1 e la kick boxing, ben distanti dalla boxe thailandese per tipologia di mosse e per retaggio storico».

Praticata già nel 200 a.C. dagli antichi e valorosi guerrieri Ao Lao infatti, questa antichissima arte di combattimento è legata a doppio filo ad una tradizione millenaria, che continua ad essere trasmessa da maestro in allievo.

«Proprio in virtù della sua storia – aggiunge Gianluca – tra le prime cose che si insegnano in un corso di Muay Thai rientrano la simbologia e gli amuleti impiegati nella pratica di questa arte marziale. Basti pensare che uno dei motti di un praticante di Muay Thai recita come “non esista Muay Thai senza Ram Muay” o Way Kru (in lingua thai “omaggio al maestro”), una danza rituale che si effettua prima di ogni incontro proprio per omaggiare il proprio maestro (Kru), il proprio campo (Kai Muay) e i propri antenati».

Nonostante al giorno d’oggi risulti largamente praticata anche in Occidente però, le numerose simbologie di cui è portatrice la Muay Thai non risultano essere sempre adeguatamente conosciute.

E proprio con la finalità di scoprire la storia e le tradizioni celate dalla più irruente delle arti marziali, il concorso “Sognando la Thailandia”, lanciato da Valica e realizzato in collaborazione con l'Ente Nazionale per il Turismo Thailandese, porterà il prossimo dicembre tre “ambasciatori di viaggio”, scelti dagli internauti, a trascorrere tre settimane a Pattaya con l'obiettivo di raccontare, in modo innovativo e “social”, le bellezze di questa terra attraverso lo sport, ed in particolare tramite la pratica di alcune delle discipline più diffuse nella penisola, ovvero la Muay Thai, il golf e il running.

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