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In barca a vela con un team tutto al femminile

5 oceani, 74.000 chilometri, 11 città, 8 mesi di navigazione e un equipaggio tutto al femminile: ecco il Team SCA alla regata Volvo Ocean Race



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Una delle più prestigiose competizioni velistiche al mondo, rinomata per essere, tra tutte, la regata più dura e pericolosa, tanto che vincerla è uno dei sogni più grandi di ogni velista: si tratta della Volvo Ocean Race, una gara che, nell’edizione appena conclusa, ha previsto un giro per il globo di circa 40.000 miglia nautiche (ovvero 74.000 km), undici tappe ed un totale di otto mesi di navigazione.


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Sette i team che hanno preso parte alla regata, partita dal porto spagnolo di Alicante l'11 ottobre 2014 e conclusasi a Goteborg, in Svezia, lo scorso 27 giugno, in una competizione che, per questa edizione, ha contato su di una novità straordinaria, ovvero la partecipazione, dopo undici anni, di una squadra totalmente al femminile (e rigorosamente in divisa color magenta), il Team SCA, un equipaggio di undici donne di età compresa tra i 28 ed i 42 anni, provenienti da sei diverse nazioni.

«La strategia utilizzata per selezionare le veliste più idonee ad affrontare le difficoltà ed i pericoli della VOR – spiega Richard Brisius, Managing Director del Team SCA – ha preso avvio nel 2012, quando 35 donne, scelte tra centinaia di candidature, hanno preso parte al training camp del Team SCA a Lanzarote, dove ogni candidata ha dovuto affrontare un percorso formativo rigoroso nonché una serie di prove fisiche e di navigazione».

Qualche numero? 75 minuti di palestra ogni giorno, una corsa quotidiana di 8 chilometri ed almeno 15 sollevamenti alla panca con pesi pari a circa l’80% del proprio peso corporeo (un allenamento della forza indispensabile considerando che le nove vele presenti a bordo pesano circa 100 chili da bagnate), per un totale del 250% di calorie bruciate in più rispetto ad una donna che svolge un'attività lavorativa in ufficio.

Al termine del mese di valutazione, le quattordici donne selezionate hanno portato alla creazione del Team SCA ufficiale, ovvero di un equipaggio in grado di contare non solo sulle doti fisiche e tecniche individuali, ma anche sulla capacità di cooperazione e di convivenza, fattori indispensabili per affrontare i pericoli del mare aperto nonché per condividere i 20 metri quadrati che avrebbero costituito le aree di lavoro e gli spazi comuni dell’imbarcazione durante gli otto mesi di navigazione.

«Quando sono in mare, la cosa che mi manca di più sono la frutta e la verdura fresche (in barca si mangia solo cibo liofilizzato), ed il fatto di poter fare le cose, come il semplice andare in bagno, facilmente, senza fare così fatica – commenta Annie Lush, l’addetta alla regolazione delle vele (in gergo tecnico “trimmer”) – D’altro canto amo navigare perché non si finisce mai di imparare: ogni giorno è diverso, ci sono sempre nuove sfide».

Il Team SCA ha concluso la competizione guadagnando il terzo posto nelle regate In-port e aggiudicandosi l’ottava tappa da Lisbona a Lorient, risultato che segna un record storico per il mondo della vela femminile.

«È stata una grande sfida sotto diversi punti di vista, a partire dal semplice “vivere” sulla barca, al tentare di condurre l’imbarcazione sempre alla massima velocità, fino al cercare di carpire le esperienze e le conoscenze raccolte dalle altre squadre – commenta Libby Greenhalgh, navigatore del Team SCA – Ciò che ha sorpreso tutte noi, è stato quanto fosse impegnativo e complesso lavorare in un team composto da personalità individuali così forti. Oltre a svolgere il proprio ruolo infatti, ad ognuna è stato chiesto flessibilità, adattabilità e tolleranza. Ma quando poi si riesce a "fare squadra", ci si sente incredibilmente forti e gratificati anche in mezzo all’oceano».

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