In estate aumenta l’aggressività

L’afa rende tutti più insofferenti, esponendo addirittura alcuni al rischio di attacchi di panico



L’intensa calura e l’afa insopportabile aumentano la sensazione di ostilità, aggressività e insofferenza: non è solo una constatazione, ma una verità scientifica. Il cervello umano, infatti, è sensibile all’aumento di temperatura, al tasso di umidità e all’esposizione alla luce solare.

Il caldo, dunque, esaspera le reazioni di chi soffre di mania, ipomania, disturbi ossessivo-compulsivi e disturbi di panico: purtroppo si stima che in Europa soffra di un disturbo psichico da lieve a grave il 40% della popolazione.


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Fra i disturbi e i fastidi che il caldo porta con sé vi è anche un aumento dell’ostilità, sia perché il caldo influenza negativamente il funzionamento cerebrale, sia perché impedisce di dormire bene (sovvertendo i normali equilibri di ciascuno), sia perché il caldo porta a stare più a contatto con gli altri, un fattore quest’ultimo che comporta, in chi soffre di disturbi psichici, un aumento della propria insofferenza verso il prossimo.

È altrettanto vero però che in estate diminuiscono i suicidi e gli episodi depressivi, complice la maggiore esposizione alla luce solare: per cercare di placare l’insofferenza è fondamentale cercare di dormire un congruo numero di ore per notte, non fare troppo tardi per diversi giorni di seguito e tentare di dormire in una stanza fresca e ben arieggiata.

È buona abitudine inoltre cercare di evitare gli alcolici, idratarsi efficacemente e seguire una dieta leggera che non appesantisca la digestione, interferendo ancora di più con il riposo notturno.

La calura, purtroppo, fa lievitare anche l’incidenza degli attacchi di panico: la debolezza, i giramenti di testa, la fiacchezza, la difficoltà nella concentrazione ovvero tutte le conseguenze delle elevate temperature, favoriscono le persone predisposte (cioè coloro che vivono nell’ansia che possa accadere qualcosa di brutto alla propria persona e ai propri cari) ad andare nel panico nel senso più letterale del termine.

Ecco perché soprattutto con il caldo è necessario adeguare le attività svolte alla propria soggettiva sensazione di fatica, cercando di non sforzarsi di fare a tutti i costi ciò che c’è da fare.

Per lo stesso motivo è buona norma evitare le situazioni conflittuali perché si è scarsamente propensi a controllare la propria aggressività e non si conosce quanta esasperazione può esserci anche nella controparte.

Per quanto possibile infine è bene cercare di limitare lo stress, in quanto già il caldo è un agente stressante di grande rilevanza. Quando la fatica sembra diventare insopportabile poi, è buona abitudine concedersi del tempo, fermarsi, rilassarsi, visualizzare l’immagine di un posto piacevole e bello come un prato o una zona ombrosa di alta montagna, e respirare lentamente con il diaframma così da scaricare il più possibile le tensioni.

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