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Social network e motivazione allo sport

Secondo una ricerca dell’Università della Pennsylvania, i social network sarebbero in grado di incentivare la motivazione alla pratica sportiva



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I social network potrebbero costituire un canale attraverso cui motivare gli utenti ad incrementare i livelli di attività fisica.

Questa la conclusione di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università della Pennsylvania, che hanno riconosciuto nelle reti sociali una positiva modalità di trasmissione dell’informazione che potrebbe rivelarsi utile anche per promuovere le vaccinazioni, le strategie preventive per le malattie più diffuse nonché l’adesione del paziente alle cure e ai trattamenti prescritti.


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Nello specifico, lo studio, recentemente pubblicato sulla rivista Preventive Medicine Reports, ha previsto la creazione di un sito web tramite il quale 217 studenti hanno potuto partecipare ad un corso di fitness gratuito.

Durante le 13 settimane in cui si è articolata la ricerca, a parte del gruppo sono stati inviati dei video motivazionali altamente coinvolgenti ed alcune infografiche (una forma di comunicazione che unisce immagini e testo) in cui veniva sottolineata l'importanza dell'esercizio fisico sulla salute.

Un’altra parte del gruppo invece non ha ricevuto alcun materiale motivazionale ma è stato inserito in un social network creato ad hoc, attraverso cui poter interagire con gli altri utenti nonché verificarne la partecipazione ai diversi corsi.

Al termine dello studio quindi, i risultati hanno evidenziato come gli utenti che avevano ricevuto i messaggi promozionali avessero partecipato in massa alle prime lezioni dei corsi e sempre meno a quelle successive, mentre gli utenti inseriti nel social network avessero invece beneficiato di una motivazione e di una costanza nettamente più elevate.

Certamente sia gli scienziati che le aziende hanno capito già da tempo l’influenza sociale (sia positiva che negativa) esercitata dai social network: ad esempio, la probabilità di bere e fumare per gli utenti che hanno costantemente sotto gli occhi post e foto di persone che bevono o che fumano risulta essere molto alta, così come l’incentivo allo studio per un esame definito sui social, da parte di innumerevoli coetanei, come impegnativo e difficile.

D’altro canto «mentre i messaggi promozionali rimangono uno standard (peraltro piuttosto costoso) per incoraggiare un comportamento sano – spiega il professor Damon Centola dall’Università della Pennsylvania – i nostri risultati suggeriscono che, al fine di raggiungere le persone, non risulta strettamente necessaria la costante creazione di nuovi contenuti multimediali. Basta semplicemente inserire gli utenti in un ambiente sociale idoneo».

Nonostante gli utenti del social network sapessero ben poco gli uni degli altri infatti, i risultati hanno indicato come anche una minima esposizione a determinati stimoli sociali abbia permesso di ottenere delle risposte forti ed efficaci: il semplice sapere che gli altri utenti stavano andando a lezione di yoga, per esempio, ha contribuito a motivare il singolo nel partecipare anch’esso alla lezione.

Nel tentativo di comprendere meglio i meccanismi di influenza celati dietro i social network (come per esempio il capire se risulti più efficace lo stimolo derivato da una rete di amici o di sconosciuti), il professor Centola sta conducendo insieme al suo team altre sperimentazioni, con la speranza di poter presto offrire, a costi contenuti, la possibilità di iniziative “social” in grado di puntare all’adozione di uno stile di vita più sano.

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