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Rimedi naturali per il colon irritabile

Menta piperita, melissa e magnesio: le 3 “M” alleate contro la sindrome intestinale più diffusa. Ne parliamo con il naturopata



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di Alessandra Montelli

Sono diversi i sintomi racchiusi sotto la definizione della sindrome del colon irritabile (IBS): dolori addominali, gonfiore, diarrea o al contrario stitichezza persistente, spasmi intestinali e meteorismo. Possono manifestarsi in modo cronico oppure episodico, tornando a disturbare la quiete di chi ne soffre, persino dopo un lungo periodo di tregua. Fortunatamente tali disturbi non sempre si presentano tutti insieme nello stesso soggetto ma possono alternarsi, oltre a cambiare di intensità nel tempo.

Insomma, l'appellativo "irritabile" dato a questo tratto di intestino non è a caso, perché denota un comportamento decisamente "capriccioso" che grava non poco sulla qualità di vita.

«Non c'è una ricetta standard che vada bene per tutti coloro che soffrono di colon irritabile, visto che ognuno risponde in modo differente alle varie terapie farmacologiche, ai cibi e persino ai probiotici - dice il naturopata Luca Avoledo - di certo il disturbo lo si affronta con una strategia a 360° che preveda un insieme di comportamenti "sani"». Salvo poi scoprire che dietro la definizione di "sano" si nasconde un mondo più complesso della semplice alimentazione composta da fibre benefiche. 

UNA STRATEGIA COMPLETA

Alimentazione sana, attività fisica regolare, assunzione di fermenti lattici e farmaci spasmolitici (quelli che agiscono sulla motilità gastro-intestinale) prescritti dallo specialisti: questo di solito l'insieme delle azioni contro la sindrome del colon irritabile. Ma quando tutto ciò non basta, che fare?

«Si può testare se si è ipersensibili ad alcuni cibi che possono irritare la mucosa del colon - risponde il naturopata Luca Avoledo - si tratta in particolare degli alimenti cosiddetti FODMAP (acronimo di Fermentabili Oligo-, Di- e Mono-saccaridi e Polioli), cioè una serie di carboidrati a corta catena: lattosio, fruttani, fruttosio, galattani e polialcoli. I saccaridi includono fruttosio, lattosio, fruttano e galattano. I polialconi sono sorbitolo, mannitolo, xilitolo e maltitolo».

Non facciamo riferimento alle intolleranze riconosciute dalla medicina convenzionale, ma ad alcune ipersensibilità che possono essere responsabili dei sintomi del colon irritabili. «Eliminare arbitrariamente cibi ritenuti "fastidiosi" non è una mossa utile, perché non è sempre attendibile appurare la loro parte in causa in modo empirico; inoltre ci si esporrebbe a carenze nutrizionali». Meglio affidarsi ad un buon nutrizionista o naturopata.

MENTA PIPERITA, UN TOCCASANA PER IL COLON IRRITABILE

Il suo principio attivo è il mentolo, che ha una documentata attività spasmolitica sulla muscolatura liscia, quella dell'intestino in genere e del colon in particolare. «L'olio essenziale di menta piperita svolge un'attività anti-fermentativa e anti-putrettiva, oltre a disinfettare le pareti dell'intestino, tutte funzioni di cui beneficia la sindrome del colon irritabile in modo preventivo» - dice l'esperto.

Nel lungo periodo, questo rimedio fitoterapico si rivela molto utile in tutti i sintomi, compreso il cosiddetto alvo alterno, cioè l'alternanza di stipsi e diarrea. 

Per motivi di praticità si suggerisce di assumere capsule predosate gastroresistenti, da ingerire 20 minuti prima dei pasti principali. I primi effetti benefici si riscontrano dopo circa 3 settimane dal primo utilizzo.

MELISSA, CONTRO LE SOMATIZZAZIONI INTESTINALI

È una pianta dalle virtù sedative indicata come rimedio fitoterapico naturale di fondo per la sindrome dell'intestino irritabile, nella quale la componente nervosa e psicoemotiva gioca spesso un ruolo non secondario. La melissa (Melissa officinalis) svolge un effetto specifico sulle somatizzazioni viscerali di agitazione e nervosismo.

Interviene, inoltre, calmando le contrazioni della muscolatura liscia e agevolando i processi digestivi.

L'assunzione consigliata è tramite compresse prima per almeno un mese.



MAGNESIO, PURCHE' SIA AD ALTO ASSORBIMENTO

La sindrome del colon irritabile è spesso il riflesso della tensione e del nervosismo. L'intestino, ricco di cellule nervose, è in comunicazione diretta con il cervello. Riuscire a controllare lo stress e a calmare la mente aiuta di conseguenza ad alleviare i sintomi del disturbo intestinale. Ecco che in tal senso si rivela utile l'integrazione di magnesio.

Tuttavia, perché questo prezioso sale minerale sia efficace, deve essere assunto sotto forma di sali organici ad alto assorbimento, come ad esempio: il magnesio oxiprolinato o pidolato, il magnesio gluconato, il magnesio glicerofosfato, il magnesio bisglicinato, il magnesio aspartato, il magnesio citrato.
Tutte queste forme sono maggiormente biodisponibili, ovvero assimilabili, rispetto a quelle inorganiche, quali: il cloruro di magnesio, il magnesio ossido, il carbonato di magnesio, il magnesio solfato.

 

I "SEMI CALDI" CONTRO LA PANCIA GONFIA

In caso di aria nella pancia è possibile intervenire con una tisana apposita, particolarmente efficace contro meteorismo e gas addominale a base di semi di finocchio (Foeniculum vulgare), coriandolo (Coriandrum sativum), cumino (Cuminum cyminum) e anice verde (Pimpinella anisum) - detti complessivamente "semi caldi".

Questi rimedi fitoterapici hanno proprietà carminative, cioè possiedono la capacità di assorbire l’aria in eccesso accumulatasi nel tubo digerente. 


IL BUON EQUILIBRIO DELLA FLORA BATTERICA INTESTINALE

Quando si soffre di colon irritabile è in genere importante favorire la colonizzazione dei batteri "buoni" tramite il ricorso a prebiotici (sostanze che apportano il nutrimento necessario ai microrganismi benefici ospiti dell'intestino) e probiotici (i fermenti lattici, appunto). L'utilizzo di questi rimedi naturali diventa pressoché indispensabile se si assumono farmaci in grado di alterare l'equilibrio della flora batterica intestinale, come FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), cortisonici, pillola anticoncezionale e, ovviamente, antibiotici. «Tra i prebiotici più interessanti ci sono inulina e fruttoligosaccaridi (FOS), mentre per ciò che riguarda i probiotici il consiglio è di ricorrere a formulazioni contenenti dai 5 ai 10 miliardi di batteri per capsula, appartenenti a specie diverse di lattobacilli e bifidobatteri» - conclude il naturopata Luca Avoledo.

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