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Sei single? Ecco perché

Alcuni atteggiamenti contribuiscono a tenere alla larga possibili partner. Scopri come evitarli



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di Laura D’Orsi

>“Non sono abbastanza attraente o interessante”

È tra le più gettonate giustificazioni alla solitudine. Ma non regge. «Certo un bell’aspetto o una posizione lavorativa interessante sono una carta in più da giocare. Ma è la disponibilità ad aprirsi agli altri, a sentirsi a proprio agio con se stessi a creare le occasioni giuste», spiega Roberto Cavaliere, psicoterapeuta, responsabile del sito maldamore.it.

«Il vero problema, in questo caso, è un’autostima bassa». Credere di non essere “abbastanza” condiziona il tuo modo di porti agli altri. «Perché diventa una specie di profezia che si auto-avvera: mi ritengo insignificante e faccio di tutto per esserlo», puntualizza Marilù Mengoni, psicologa e autrice di Donne sOle (Tecniche Nuove). «In realtà l’unica cosa vera è che non ci si ama abbastanza». 


Cosa puoi fare
Devi lavorare sulla tua autostima
. Puoi iniziare a leggere qualche libro sull’argomento o iscriverti a un corso per imparare ad avere più fiducia in te stessa. Ti può aiutare molto anche la psicoterapia di gruppo: condividere lo stesso problema con altri lo ridimensiona e favorisce la capacità di relazione.


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>“Sono sfortunata: mi capitano solo storie sbagliate

Può capitare a tutti di vivere relazioni complicate, ma quando gli incontri problematici si susseguono, la sfortuna non c’entra. «In psicologia si parla di “coazione a ripetere”: c’è una certa configurazione affettiva interiore che porta a replicare lo stesso copione», spiega il dottor Cavaliere. «Il più delle volte alla base c’è una ferita profonda che porta alla convinzione, inconsapevole, di non meritare amore. Così si cercano partner che fanno soffrire e che confermano questa idea sbagliata». 


Cosa puoi fare
Comincia da una domanda: cosa sento e credo di poter meritare in una relazione? Datti tempo per rifletterci e scrivi le risposte: questi saranno i tuoi obiettivi nella ricerca del partner. Cambiando atteggiamento: non sono gli uomini a essere “sbagliati”. Se continui a dar loro la colpa, continuerai anche a sentirti una vittima, quando in realtà ognuno di noi ha sempre la capacità di scegliere come vivere ogni situazione. Sei tu l’unica responsabile della tua felicità.

>“Ho già sofferto abbastanza”

Sei rimasta scottata da una storia passata e con questa affermazione stai boicottando quelle future. «Qui la trappola è rimanere attaccate a un passato che non c’è più», osserva la psicologa Mengoni. «Così il dolore per il fallimento finisce per paralizzare e diventa un alibi per proteggersi da ulteriori delusioni». 


Cosa puoi fare
Usa la tua sofferenza come un’arma per sconfiggere le paure. È grazie alle esperienze passate che puoi raggiungere una consapevolezza più profonda di te stessa. Lui ti ha tradita? Ora però tu stai tradendo te stessa, impedendoti di essere felice accanto a qualcuno. Lui ti ha trascurata? Ora non ti stai occupando abbastanza di te.

«Il centro di tutto sei tu. Occorre ripartire da questa certezza e rimettersi in gioco con fiducia, ma anche con più leggerezza. Rifugiarsi dietro le tue paure fa essere persone a metà, incapaci di aprirsi al cambiamento», conclude l’esperta.

>“Faccio scappare gli uomini”

Probabilmente è così, ma sai perché? Da sola non riesci proprio a stare. «Dipendere emotivamente da un uomo è il modo migliore per farlo allontanare », conferma lo psicologo Cavaliere. «Affidare a n altro la responsabilità della propria felicità è un peso troppo grande. E non è la giusta premessa per un rapporto di coppia equilibrato».


Cosa puoi fare
Impara a stare bene con te stessa, prima che con uomo
. «L’immagine della donna sole è esemplificativa. Non cerca un compagno per riempire un vuoto, ma per scambiare energia con un altro astro. Lei emana la sua luce, sa vivere il presente con gioia e sa aspettare con fiducia il futuro», chiarisce la dottoressa Mengoni.

Arricchisciti riempiendoti la vita di progetti, passioni e incontri. Non avrai più bisogno di dipendere da nessuno. E nessuno scapperà più.

>“Non voglio accontentarmi”

Sei una fiera sostenitrice del proverbio “meglio sole che male accompagnate”, perché certi difetti non li sopporti. «Se da una parte è giusto cercare il meglio per se stessi, dall’altra bisogna comprendere che un atteggiamento troppo selettivo è un modo per non farsi coinvolgere e avere la situazione sotto controllo», spiega il dottor Cavaliere.

Spesso ci facciamo guidare da schemi mentali che non ci appartengono: l’uomo giusto deve avere un lavoro fisso, una certa posizione e così via. Ma così ci pregiudichiamo molte possibilità. 


Cosa puoi fare
Pensa a quali valori non potresti rinunciare in un rapport
o: sono queste le vere coordinate entro cui hai possibilità di scelta. Ricorda, comunque, che il partner non deve essere un mezzo per proiettare su un altro le tue aspirazioni: un rapporto reale è fatto anche di accettazione e compromessi.

C’entra anche il dna

Se fai molta fatica a trovare un compagno, la colpa potrebbe essere del tuo Dna. Gli scienziati hanno identificato il “gene della singletudine”, scoprendo che chi lo possiede ha il 20% in più di possibilità di rimanere senza partner.

Lo studio, effettuato dall’Università di Pechino, ha individuato nel gene 5-HTA1 una particolare variante che renderebbe meno facili i rapporti con gli altri. Chi lo possiede ha la caratteristica di produrre meno serotonina, il neurormone che ci rende più socievoli, allegri, disponibili.

I ricercatori hanno concluso lo studio sostenendo che, se è vero che i geni influiscono sui nostri comportamenti, alla fine dei conti siamo noi a scegliere come comportarci.

Articolo pubblicato sul n.39 di Starbene in edicola dal 15/09/2015

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